Ucraina: quelle pericolose armi americane per la proxy war – L’Indro 28.12.2017

28 dicembre 2017 20:22 0 comments

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Oltre 40 milioni di dollari di armi americane per la guerra dell’Ucraina ai separatisti. Kiev ordina ai suoi diplomatici a Roma il ‘no commet’. Ne parliamo con Elvio Rotondo, analista de Il Nodo di Gordio

L’Amministrazione degli Stati Uniti  ha disposto una nuova vendita di armi leggere all’Ucraina per far fronte alle guerriglie in atto nel Donbass contro i separatisti filo-russi. 40 milioni di dollari in armi.

 Si tratta del più grande stanziamento di fondi dal 2014, anno di inizio delle ostilità tra lo Stato ucraino e le Repubbliche di Donetsk e Lugansk, autodichiaratesi indipendenti a seguito di un referendum tenuto l’11 marzo del 2014, con l’intenzione di secedere dall’Ucraina ed avvicinarsi alla Russia, atto politico dichiarato illecito da parte delle autorità ucraine.

In particolare il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato l’esportazione di armi da fuoco dell’azienda Barrett, modello M107A1, per un ammontare di 41,5 milioni di dollari, destinati alle forze ucraine.

La decisione non ha ricoperto, però, anche la vendita degli strumenti anticarro Javelin che il Governo ucraino ha richiesto esplicitamente. Questa decisione ha fatto seguito allo Ukraine Freedom Support Act, legge a supporto del Governo filo-occidentale ucraino, approvata nel 2014 durante l’Amministrazione del Presidente USA Barack Obama. Il precedente presidente non aveva mai autorizzato vendite così ingenti.

Prima di quest’ultima scelta, infatti, erano state soltanto concesse licenze per vendite commerciali di armi leggere in piccole quantità e le commesse inviate venivano concesse soltanto caso per caso. Quella attuale è, quindi, una totale inversione di rotta.

Si può prevedere, quindi, che nei prossimi mesi il Congresso americano deliberi altre scelte di vendita di armi letali americane per la crisi ucraina. Anche il Canada, nei giorni scorsi, sulla stessa linea d’onda, ha approvato una vendita simile di armi letali in favore dell’Ucraina, dimostrando di essere pienamente in asse con Washington sull’approccio nei confronti del conflitto regionale.

Continua a leggere l’intervista a Elvio Rotondo, Country Analyst de “Il Nodo di Gordio” per L’Indro:> http://www.lindro.it/ucraina-quelle-pericolose-armi-americane-per-la-proxy-war/

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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