Nagorno Karabakh, le reazioni italiane – @occhidiguerra 7.4.2016

8 aprile 2016 16:15 0 comments

Nagorno Karabakh, le reazioni italiane

La guerra nel Nagorno Karabakh è ripresa il 2 aprile con un attacco condotto dagli armeni – che occupano la regione appartenente all’Azerbaigian – contro paesi e popolazioni azere lungo la linea di contatto. L’Azerbaigian ha risposto ed ha riconquistato alcuni territori strategici che erano stati occupati dagli armeni. In particolare gli azeri hanno preso il controllo della collina Lele tepe, nella zona di Fizuli, occupata dagli armeni sin dal 1993.

Di fronte alle richieste delle organizzazioni internazionali, il ministero della Difesa di Baku ha deciso di sospendere, unilateralmente, la controffensiva limitandosi – per il momento, a rafforzare la protezione dei territori liberati dall’occupazione. Ma il ministero ha anche avvertito che se le truppe armene non cesseranno il fuoco, le operazioni riprenderanno per liberare i territori occupati e garantire l’integrità territoriale dell’Azerbaigian. Perché, ad oltre 20 anni dall’invasione armena, il 20% del territorio riconosciuto parte dell’Azerbaigian rimane sotto occupazione. Oltre 30mila gli azeri uccisi, più di 50mila i feriti, più di un milione gli sfollati.

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