Il Grande Gioco siriano dello Zar Vladimir – @ilgiornale 2.10.2015

2 ottobre 2015 11:57 0 comments

L’intervento russo in Siria ha ottenuto il doppio risultato di dimostrare l’inettitudine di Obama e degli europei e di rilanciare Mosca come potenza globale. Comunque vada il conflitto in Medio Oriente, i nuovi equilibri geopolitici non potranno venire disegnati senza tenere conto della volontà del Cremlino

epa04491711 Russian President Vladimir Putin answers the questions during his meeting with journalists after G20 summit meeting in G20 Summit in Brisbane, Australia 16 November 2014. The G20 summit will be held in Brisbane on 15 and 16 November. The summit aimed to stimulate growth and employment worldwide. Heads of state and government also discussed the fight against the terror militia IS as well as the Ebola epidemic. EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV/RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL

EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV/RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL

L’intervento militare russo in Siria, per quanto ampiamente previsto e annunciato, sembra aver preso alla sprovvista Washington e la maggioranza delle Cancellerie europee. Non si spiegherebbe altrimenti la reazione scomposta di un Hollande palesemente furioso per il fatto che “quel russo” lo ha defraudato dell’attenzione dei media internazionali; non si spiegherebbe il balbettio di Cameron, un momento pronto ad aperture nei confronti di Assad, il momento dopo ad atteggiarsi a duro e rigido difensore della democrazia e a chiedere la “cacciata del tiranno”.

E soprattutto non si spiegherebbe il viso grigiastro ed esterrefatto del Segretario di Stato J.f. Kerry, quasi incapace di dare una risposta coerente alle domande dei giornalisti: la più lampante dimostrazione dello stato di confusione in cui versa l’Amministrazione di un ormai crepuscolare Barack Obama.

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Continua la lettura dell’articolo a cura di Andrea Marcigliano, Senior fellow de Il Nodo Di Gordio per IlGiornale.it —> Il Grande Gioco siriano dello Zar Vladimir

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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