I rischi di un incendio caucasico e la diplomazia di Francesco – @intelligonews 12.4.2016

15 aprile 2016 09:47 0 comments

I rischi di un incendio caucasico e la diplomazia di Francesco

La Sala Stampa vaticana, a fine settimana scorsa, ha annunciato che il Pontefice compirà, nei prossimi mesi, due viaggi nella regione caucasica: a fine Giugno in Armenia, a fine Settembre in Azerbaigian e Georgia. Date diverse e distanti, paesi confinanti. Una scelta che potrebbe apparire poco razionale, se non si tenesse presente la tensione al calor bianco che corre fra questi paesi, dove tra Baku e Yerevan è di fatto in corso, da oltre vent’anni, un conflitto “a bassa intensità”, ovvero una guerra strisciante dietro il paravento di una difficile, ancorché lunga tregua. Motivo del contendere la, povera e strategicamente ininfluente, provincia del Nagorno-Karabach; una enclave a maggioranza armena incistata in territorio azero che, all’implosione dell’URSS, all’inizio degli anni ’90, si è proclamata indipendente dalla neonata Repubblica dell’Azerbaigian.

Di qui un conflitto, rapido ma estremamente sanguinoso, che ha visto la nuova Repubblica di Armenia scendere in campo al fianco dei “fratelli” del Nagorno-Karabach ed occupare, con l’aiuto neppure tanto velato di Mosca, non solo quella, ma anche altre sette province limitrofe a maggioranza azera. Con il risultato che Baku si è trovata spogliata di quasi il 30% del suo territorio nazionale, e che oltre un milione e mezzo di azeri sono stati costretti a fuggire da quei territori abbandonando le loro case.


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Leggi l’articolo completo di Andrea Macigliano de Il Nodo di Gordio -> I rischi di un incendio caucasico e la diplomazia di Francesco

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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