Guerra delle reti nel Caucaso – @ilgiornale 19.10.2015

21 ottobre 2015 11:31 0 comments

Il Caucaso è oggi al centro di un sistema di “reti” fondamentali per l’economia mondiale. E intorno a queste si sta tessendo un complesso gioco geopolitico. Azerbaigian, Georgia e Turchia costituiscono un asse vitale per l’Europa

Baku Azerbaigian

Qualcuno, in tempi recenti, totally free military dating ha ipotizzato che, accanto ai conflitti regionali che travagliano un po’ tutto il mondo del dopo Guerra Fredda, sia in atto ormai un altro tipo di “competizione” fra potenze. Un conflitto in genere non “guerreggiato” secondo schemi tradizionali, ma non per questo meno duro e, soprattutto, determinante per il futuro houston on line dating dei, precari, equilibri mondiali.

Potremmo chiamarlo la “Guerra delle Reti”. Reti di trasporto, ferroviarie, stradali… reti di gasdotti ed oleodotti… reti informatiche e telematiche… Insomma, il sistema nevralgico che innerva la nostra era, che vanifica le distanze, che rende il nostro Mondo http://pasionxentrenar.com/fuzion-christian-dating-qek/ più piccolo di quanto sia mai stato in tutta la sua storia precedente. Il tessuto dell’arazzo della cosiddetta Globalizzazione. Solo che, a differenza di quanto in troppi vollero credere e sperare subito dopo la fine della Guerra Fredda e l’implosione dell’URSS – gli south africa dating portal anni un po’ folli e caratterizzati dal sorridente faccione di Bill Clinton – questa Globalizzazione non ha, com’è ormai evidente, portato al “migliore dei mondi possibile”, bensì ad un’epoca molto, molto http://cleancutlawnandlandscape.com/ar-lexington-singles-phone-line/ più pericolosa di quella che l’ha preceduta. E le “reti”, lungi dall’affratellare i popoli, sono a loro volta strumento di geopolitica e causa di tensioni.

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Continua la lettura dell’articolo a cura di Andrea Marcigliano, Senior fellow de Il Nodo Di Gordio per IlGiornale.it —> Guerra delle reti nel Caucaso

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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