Gli enigmi di Ankara. La Politica estera della Turchia dopo il fallito golpe – Rivista Marittima, Settembre 2016

14 ottobre 2016 12:29 0 comments

Gli enigmi di Ankara - La Politica estera della Turchia dopo il fallito golpe

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Dal 15 Luglio, riflettori puntati sulla Turchia. Golpe e, soprattutto, dopo Golpe al centro di una ridda di analisi, letture interpretazioni… spesso, non sempre per fortuna, improvvisate, o per lo meno inficiate nella loro credibilità da impostazioni pregiudiziali e/o da superficialità nell’informazione. Di qui la necessità, a freddo, di alcune chiarificazioni sull’accaduto; indispensabili per poter, poi, procedere a un’analisi del nuovo ruolo che la Turchia sembra destinata ad assumere nel Mediterraneo e nel contesto della NATO.

Brevi note sul Golpe del 15 Luglio, dunque. Che è stato — meglio chiarirlo subito — un autentico tentativo di colpo di Stato e non, come in troppi hanno improvvidamente insinuato, una farsa o, peggio, una sceneggiata messa in piedi dallo stesso Erdogan. Un golpe fallito, certo, ma sanguinoso — oltre 250 morti — in contrasto con quella che è la tradizione degli interventi delle Forze Armate turche nella vita politica. Tradizione in buona sostanza «incruenta», visto che in casi precedenti, dagli anni Settanta agli Ottanta, gli alti comandi militari erano sempre intervenuti per rimuovere governi non graditi o risolvere situazioni di impasse istituzionale, senza, però, mai, aprire il fuoco sulla popolazione civile o osare bombardare il Parlamento, come è avvenuto in questo caso.

E questo perché, nel passato più o meno recente, i militari entravano sempre in scena rivendicando il ruolo di «garanti della Costituzione» che era stato loro assegnato sin dalla fondazione della Repubblica da Mustafà Kemal Atatürk. Interventi, quindi, a difesa delle istituzioni — anche se a noi ciò può apparire alquanto paradossale — e non tesi a sovvertirle.

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Leggi l’articolo completo di Andrea Marcigliano, Senior fellow del Nodo di Gordio, sulla Rivista Marittima di Settembre —> Gli enigmi di Ankara. La Politica estera della Turchia dopo il fallito golpe

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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