TRUMP SI SBARAZZA DI TILLERSON: YOU’RE FIRED -L’Opinione 14.03.2018

14 marzo 2018 10:18 0 comments

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Donald Trump “brucia” il Segretario di Stato Rex Tillersone lo sostituisce con il direttore della Cia, Mike Pompeo. Un cambio della guardia al vertice dell’Amministrazione statunitense atteso già da tempo. Infatti i rapporti fra il Presidente ed il manager della Exxon giunto ai vertici della diplomazia americana si erano ormai chiaramente deteriorati: troppi contrasti sulla gestione di dossier “caldi”, a partire da quello iraniano e coreano, e, soprattutto, troppo stretti i legami di Tillerson con Mosca. Una vicinanza che, in questo momento, non poteva non essere ragione d’imbarazzo per Trump, sul cui capo pende la Spada di Damocle dell’indagine per il cosiddetto “russiagate”.

Pompeo viene, comunemente, considerato un “falco” e questo lascia pensare ad un prossimo irrigidirsi dei rapporti fra Casa Bianca e Cremlino, nonché ad una nuova rottura delle relazioni con Teheran. Sulla Corea, invece, è probabile che non si dovrà assistere a radicali mutamenti di rotta: pur con un continuo gioco di freno ed acceleratore, appare ormai chiaro come Trump sia determinato a trovare un accordo con il “giovane Kim”, o, se vogliamo, con “Kim il ciccione”, come l’imprevedibile Presidente Usa si è divertito ad appellare il dittatore nord-coreano solo pochi mesi fa, nei momenti di più forte tensione. L’obiettivo di questa, imprevista, distensione potrebbe essere proprio il progressivo ritiro – come sottolineato da Domitilla Savignoni – delle truppe statunitensi dal Sud Corea. Ritiro che permetterebbe a Trump da un lato una notevole riduzione della spesa militare, dall’altro di porgere il classico ramo d’olivo a Pechino, dove, com’è ben noto, la massiccia presenza statunitense nella penisola coreana viene da sempre vista con estrema preoccupazione. Dunque l’Amministrazione di The Donald potrebbe indirizzare la sua politica estera verso delle aperture diplomatiche nei confronti della Cina, tali da compensare, almeno in parte, la politica protezionistica posta in atto per tutelare l’industria statunitense dalla “minaccia” dell’export cinese.

Continua a leggere l’articolo di Andrea Marcigliano, Senior Fellow de “Il Nodo di Gordio” su: http://www.opinione.it/esteri/2018/03/14/marcigliano_trump-tillerson-usa-licenziamento-segretario-di-stato-pompeo/

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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