Russia-USA: la guerra del Polo

9 settembre 2014 09:00 0 comments

Vi è un aspetto della crisi Ucraina che sembra sfuggire – per lo meno sottaciuta – sui grandi media occidentali. È il conflitto, sordo e latente, per il controllo del Polo Nord. Un conflitto che vede coinvolte, in primo luogo, le due Grandi Potenze, Stati Uniti e Russia, ma che coinvolge anche gli altri paesi che possono, in base ai trattati internazionali, rivendicare diritti sulla regione polare: Canada, Norvegia, Danimarca. Il Polo Nord da tempo non è più solo una regione di interesse per la ricerca scientifica, visto che vi sono stati individuati grandi giacimenti di combustibili fossili, gas e petrolio, ancora tutti da sfruttare. Giacimenti che, secondo le previsioni, dovrebbero rappresentare circa il 13% del totale mondiale. Inoltre la fase di riscaldamento globale che il nostro pianeta sta attraversando rende, prevedibilmente, più facile e meno costoso avviare l’estrazione sistematica di queste risorse.

SVALBARD, NORWAY

SVALBARD, NORWAY: (FILES) This file picture taken 12 August 1989 shows the sunset at the Svalbard archipel in Norway. An Arctic “doomsday vault” aimed at providing mankind with food in case of a global catastrophe will be designed to sustain the effects of climate change, the project’s builders said Friday as they unveiled the architectural plans. The top-security repository, carved into the permafrost of a mountain in the remote Svalbard archipelago near the North Pole, will preserve some three million batches of seeds from all known varieties of the planet’s crops. AFP PHOTO/FILES/GILLES LEIMDORFER

Tant’è vero che la ExxonMobil statunitense e la Rosneff russa hanno da tempo siglato degli accordi per lo sfruttamento congiunto della regione polare. Tuttavia i motivi di contrasto sembrano essere maggiori delle convergenze, e da qualche tempo Washington appare molto preoccupata per l’intenzione di Mosca di cominciare a sfruttare i giacimenti nella regione sud-orientale del Mare di Barents, cui sarebbe interessata anche la Cina. È possibile, quindi, valutare in una diversa ottica le manovre militari congiunte della NATO dei prossimi giorni e l’intenzione dichiarata dall’Alleanza Atlantica di stabilire nuove basi nei paesi che si affacciano sul Baltico. Più che a difendere Polonia e Paesi Baltici dai rischi di una, ipotetica, aggressione russa, queste dovrebbero servire a presidiare l’area petrolifera, inibendo la penetrazione di Mosca nella regione.

 

Andrea Marcigliano

Senior fellow de “Il Nodo di Gordio”

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Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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