L’installazione navale russa di Tartus verso l’ampliamento?

10 maggio 2015 15:09 5 comments

Tartus, città siriana a circa 25 km a nord dal confine tra Siria e Libano, ospita un’installazione navale di approvvigionamento e manutenzione dall’epoca sovietica, nell’ambito di un accordo del 1971 con la Siria, ed è attualmente gestita da personale della marina russa. Oggi, è l’unica base russa fuori da paesi ex sovietici. La base fu creata inizialmente nel corso della Guerra Fredda come supporto alla flotta della Marina sovietica nel Mar Mediterraneo. Nel corso gli anni 70, punti di supporto simili si trovavano in Egitto (Port Said) e a Latakia, in Siria. Nel 1977, le basi di appoggio egiziano ad Alessandria e Marsa Matruh furono evacuate e le navi e i materiali trasferiti a Tartus, dove la base di appoggio navale fu trasformata nella 229a Divisione navale di supporto. Sette anni più tardi, il punto di supporto di Tartus fu ristrutturato diventando il 720° Punto di Supporto logistico.

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Nel 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la flotta russa del Mediterraneo, il 5° Squadrone Mediterraneo, composto da navi della Flotta del Mar del Nord e della Flotta del Mar Nero, cessò la sua esistenza. Da allora, navi e sottomarini russi hanno effettuato occasionali spedizioni nel Mar Mediterraneo. La base di supporto logistico navale in Siria è ora parte della Flotta del Mar Nero. Si compone di tre bacini galleggianti di cui uno è operativo, un laboratorio di riparazione, strutture di stoccaggio, caserme e altre installazioni.

Tartus riveste una notevole importanza dal punto di vista geopolitico nella politica russa – per operare con delle navi da guerra in modo permanente nel Mediterraneo, la Russia ha bisogno di avere accesso ai porti locali per rifornimento e riparazioni e Tartus si presta da anni come punto di supporto a simili operazioni anche se la guerra civile in Siria ha reso più complicate le cose.

Secondo la rivista russa on-line, Sputnik news, con l’escalation della crisi siriana, la Russia aveva ritirato tutto il personale militare dalla base di Tartus sostituendoli con lavoratori civili. Tuttavia, dopo il dispiegamento di una grande task force navale nel Mediterraneo nel 2013, Mosca ha preso in considerazione il rilancio della struttura.

L’installazione navale di Tartus, con i suoi pontili galleggianti di 100 metri di lunghezza posti all’interno del frangiflutti nord, attualmente, potrebbe ospitare quattro navi di medie dimensioni. Non è in grado di ospitare altre grandi navi da guerra della Marina russa.

Recentemente, in alcuni articoli di testate giornalistiche, si è parlato di un possibile ammodernamento della struttura, ma secondo quanto riportato da fonti della Marina russa, questo sarebbe possibile solo dopo una decisione politica della leadership Russa in accordo con i vertici siriani. “Tuttavia, la possibilità di trasformare questo punto per il rifornimento in una base navale a tutti gli effetti, al momento sembra non essere stata presa in considerazione“. Secondo il sito http://rbth.co.uk/ Il punto di approvvigionamento materiale e tecnico russo a Tartus verrebbe ristrutturato in maniera tale da poter affrontare la nuova situazione politica e militare nel Mediterraneo. Secondo la fonte “una ristrutturazione di questa installazione di approvvigionamento prevedrebbe il rafforzamento di tutti i sistemi di protezione della struttura, comprese le difese aeree e di contro-sabotaggio.” Dopo la ristrutturazione, un pontile galleggiante sarebbe adeguato per ospitare un incrociatore o un cacciatorpediniere, mentre il secondo bacino sarebbe in grado di ospitare due fregate o grandi navi da assalto contemporaneamente.

Il Presidente siriano Assad ha fatto sapere che la presenza della Russia nel porto siriano di Tartus è essenziale per mantenere l’equilibrio strategico. La Siria sarebbe favorevole ad una maggiore presenza militare russa nei suoi porti, il Presidente Bashar al-Assad ha dichiarato durante un’un’intervista, pubblicata il 27 marzo. “Posso dire con assoluta certezza che accogliamo con favore qualsiasi ampliamento della presenza russa in Medio Oriente, tra cui il porto siriano di Tartus, nel Mar Mediterraneo. Per noi, maggiore è la presenza russa, migliore è la stabilità in questa regione.

Le politiche di apertura portate avanti dalla Russia con alcuni paesi nell’area del Mediterraneo come Egitto, Cipro e Grecia non andranno a modificare, sicuramente, il rapporto speciale che i russi hanno da sempre con la Siria e i loro interessi nella regione. La Russia non sarà così miope da non considerare, come in passato, il porto di Tartus un notevole punto strategico nell’area del “Mare Nostrum”. Al momento non sembra esserci alcuna minaccia tangibile per la base russa da parte degli oppositori del governo siriano e un eventuale ritiro da Tartus sarebbe visto come la fine del sostegno russo al Presidente siriano, Assad. Sembra comunque verosimile, in futuro, una trasformazione di Tartus da punto di approvvigionamento a base navale a tutti gli effetti.

 

Elvio Rotondo

Country Analyst

 

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

5 Comments

  • buonasera
    come possono evolvere gli scenari geopolitici nell’area del mediterraneo con la guerra in Siria e la crisi greca (e il conseguente avvicinamento della Russia alla Grecia), proprio alla luce della necessità di un accesso piu importante della Russia al mediterraneo?
    La prossima esercitazione NATO a Sigonella (invece che a Decimomannu, come doveva essere) tra settembre e novembre, ha qualcosa a che fare con la pressione Russa nel mediterraneo?

    Mi sembra che il Mediterraneo, tra ISIS e Russia, stia diventando un mare sempre più caldo!
    Grazie per un suo parere

    • Elvio Rotondo

      La Grecia dal punto di vista geostrategico gioca un ruolo veramente importante nel Mediterraneo ne è la prova la presenza di basi navali utilizzate dalla NATO, tra cui la più importante è quella della Baia di Suda, sulla costa occidentale dell’isola di Creta.
      Lo scenario che vede la Russia salvare la Grecia dalla bancarotta implica una visione molto incerta del futuro con dei possibili stravolgimenti per quanto riguarda gli equilibri geostrategici dell’area. Infatti, da qui ne derivano le preoccupazioni degli USA per la questione greca che sono più di carattere militare e di geopolitica che di altro genere.

      Certamente, in caso dell’uscita della Grecia dalla NATO, per la Russia avere un accesso più importante al Mediterraneo, con delle basi di appoggio per la propria marina, nel paese, sarebbe cosa molto gradita anche se al momento è difficile ipotizzarne l’eventualità.
      Attualmente, la Russia, utilizza l’installazione navale di approvvigionamento e manutenzione di Tartus (Siria), ed ha la possibilità di utilizzare l’accesso ai porti ciprioti (e starebbe discutendo della possibilità di appoggio su una base aerea a Cipro per le missioni di soccorso umanitario). I rapporti con l’Egitto, paese molto importante nel Mediterraneo, con cui la Russia ha firmato diversi importanti accordi, sono molto buoni tanto che ultimamente i due paesi hanno svolto un’esercitazione navale congiunta allo scopo di rafforzare e di sviluppare la cooperazione militare tra le due marine. Con la Grecia o senza, l’obiettivo della Russia rimane quello di essere presente in modo permanente nel Mare Nostrum per tutelare gli interessi nazionali nella regione e sembra che lo stiano facendo molto bene.

      Per quanto riguarda l’esercitazione NATO Lo spostamento della sede, credo sia stato determinato dalle varie proteste/manifestazioni contro la presenza di servitù e di basi militari nell’Isola di cui si è chiesto il ridimensionamento.
      Il 3 giugno, l’aeronautica militare ha fatto sapere che l’esercitazione internazionale “Trident Juncture 2015” prevista a Decimomannu per il prossimo autunno è stata riprogrammata in Sicilia perché in Sardegna “non sussistono le condizioni per operare con la serenità necessaria per attività di tale portata e complessità, che coinvolgerà tutte le aereonautiche dei paesi Nato”.

      Grazie a lei, a presto

      Elvio Rotondo

  • …a chiedo anche. Potrebbe la NATO accettare che un paese come la Grecia (nella NATO) possa porgere una mano alla Russia, proprio per risolvere le condizioni economiche del paese?

    • Elvio Rotondo

      La Grecia, membro della NATO dal 1952, è un elemento fondamentale per la NATO per la sua posizione strategica nella regione meridionale dell’Alleanza, (Sud Est Europa, il Mediterraneo orientale, il Medio Oriente e Nord Africa) ed è noto anche che questa vasta regione è caratterizzata da incertezza geopolitica e molteplici e avversi interessi strategici. E’ difficile, al momento, immaginare una NATO senza la Grecia e non credo possa accadere.
      (Gli USA non stanno a guardare).
      Nell’eventualità dell’uscita dall’Alleanza Atlantica della Grecia, la NATO non potrebbe fare altro che prenderne atto poiché la Grecia è un paese sovrano. Esiste comunque un precedente, nel 1974, la Grecia si ritirò dalla NATO a causa dell’invasione della Turchia di Cipro e ne rimase fuori fino al 1980.

      Elvio Rotondo

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