Kazakhstan: un tempo, uno spazio, un destino. I 550 del Khanato

3 settembre 2015 11:55 0 comments

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Il Kazakhstan, nell’arco di pochissimi anni, e’ passato dal rango dei Paesi semi sconosciuti a quello di protagonista sulla scena mondiale. Un cambiamento radicale di prospettiva che ha imposto non solo agli studiosi ma anche al grande pubblico la necessità di approfondire la conoscenza di questo grande Paese. Grande non solo per estensione geografica, ma per la storia e la cultura. Per questo diventa di fondamentale importanza il libro “Kazakhstan: un tempo, uno spazio, un destino. I 550 anni del Khanato“. Scritto dal trentino Ermanno Visintainer e pubblicato dal Nodo di Gordio con le prefazioni di Franco Cardini e Riccardo Migliori. Visintainer, presidente del Centro studi Vox Populi, è tra l’altro professore onorario dell’Universita’ di Almaty, in Kazakhstan.

E nella capitale kazaka, Astana, e’ stato invitato a presentare la sua opera proprio in occasione dei festeggiamenti per celebrare i 550 anni del Khanato. D’altronde il volume edito dal Nodo di Gordio rappresenta la prima organica storia, in lingua italiana, delle origini e delle vicende successive del Kazakhstan. A partire dalla fondazione del Khanato, nel 1465, ad opera di Kerey Khan e Janibek Khan. Una storia non solo importante e interessante, ma anche affascinante. Visintainer affronta ogni aspetto, dalle guerre alla cultura, dalla psicologia alle prospettive future di un Paese diventato protagonista sotto la guida dell’attuale presidente Nursultan Nazarbayev.

Vero erede di una storia che, di fatto, risale a Genghis Khan. E che è destinata a diventare sempre più importante, in considerazione della crescita del Kazakhstan, il “Paese Eterno” nella concezione del presidente Nazarbayev. Un Paese che, spiega Visintainer, potrebbe anche cambiare il proprio nome nei prossimi anni. E il libro affronta anche gli aspetti linguistici, ideologici, cosmologici. Un Paese che riscopre le sue radici profonde per guardare al futuro con prospettive nuove, con un ruolo fondamentale nello scenario geopolitico. Con la consapevolezza di rappresentare uno snodo determinante nei rapporti tra Asia ed Europa, tra culture e religioni diverse, tra i Paesi emergenti e quelli “emersi”. Offrendo al mondo intero proposte vincenti sul fronte economico, ambientale, energetico. Visintainer, nel suo libro, affronta tutto questo, con grande erudizione, con approfondimenti, con annotazioni che, in Italia, mancavano completamente.

Prefazioni del Prof. Franco Cardini (Direttore Editoriale de “Il Nodo di Gordio”) e Riccardo Migliori (Presidente emerito dell’Assemblea parlamentare dell’Osce)


 

pp. 192
€ 18,00
ISBN: 978-88-907355-5-4
per informazioni e acquisti: info@nododigordio.org

Il Nodo di Gordio
CP 115 – Uff. Postale di Pergine 38057
PERGINE VALSUGANA (TN)
CF: 96090580224

 

Ermanno Visintainer

Laureato in “Lingue e Letterature Orientali” (turco) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (Summa cum laude). È Professore onorario dell’Università “Kazakh Academy of Transport and Communications” di Almaty in Kazakhstan. Presidente del Centro Studi “Vox Populi” di Pergine Valsugana (Tn), autore di numerosi articoli inerenti alla turcologia e geopolitica apparsi su “Linea Quotidiano”, “Officina”, “Il Borghese” e su altre riviste. Per ASTREA ha pubblicato l’articolo: “L’Alessandro turco: alcune riflessioni in margine al Sedd-i İskenderî (La muraglia di Alessandro) di Alī Šīr Navā’ī, in “Quaderni di studi indo-mediterranei”, 2008. Ha partecipato alla stesura del volume “Imperi delle steppe – da Attila a Ungern Khan” con la pubblicazione “Continuità epica nelle letterature della Mongolia: dalle Epigrafi dell’Orkhon alla Storia Segreta dei Mongoli” (2008), “Porte d’Eurasia” con uno scritto dal titolo “Il modello islamico turco, l’Europa e il grande gioco delle fonti energetiche” (2009). Nel 2010 ha realizzato la monografia “Ahmed Yassawi: sciamano, sufi e letterato kazako”. Nel 2011 partecipa al volume: “La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoğlu” con il capitolo “Le premesse filosofiche della “Profondità Strategica” di Ahmet Davutoğlu”. E sempre nel 2011, assieme al prof. Andrea Marcigliano, pubblica “L’Aquila nel Sole, Leadership e carisma da Kültegin a Nursultan Nazarbayev”. Nel 2013 collabora alla stesura del volume “Da Baikonur alle stelle. Il Grande Gioco spaziale” e nel 2014 ai libri “Viandanti tra due mondi. Il Taccuino turco di Othmar Winkler” e “La Chiesa Apostolica Albana. Le radici di un simbolo dell’Azerbaigian”.

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