In Turchia l’era del monopartitismo appartiene al passato – ragusaoggi.it 14.6.2015

16 giugno 2015 14:41 0 comments

Intervista a Togrul Ismayil

Togrul Ismayil

La recente tornata elettorale in Turchia ha suscitato sulla stampa nostrana la consueta campagna denigratoria che ha accolto con toni trionfalistici la cosiddetta vittoria del Partito Democratico Popolare filo-curdo (HDP), la cui controparte ovviamente altro non poteva essere che la sconfitta delle mire presidenzialiste ed autoreferenziali dell’esecrabile “Sultano”, Tayyip Recep Erdoğan.  In realtà questo partito filo-curdo, un amalgama alquanto eterogeneo di elementi che vanno dalle minoranze etniche ai propugnatori di campagne sui diritti civili e dei gay, è tenuto assieme nelle maglie di ferro della figura di Selahattin Demirtaş.

Definito emblematicamente l’Obama curdo, Demirtaş, il quale ha superato la soglia di sbarramento conquistando il 12,7 per cento dei voti, ricorda un po’troppo da vicino coalizioni politiche di casa nostra che catalizzano voti di protesa, come il partito 5 stelle o altri. Tant’è che il politologo turco Toğrul İsmayıl, in un’intervista realizzata su un sito azero, REPORT.AZ/, ci offre una prospettiva alquanto diversa di come si sono svolte le elezioni nel Paese anatolico.    

“Le trascorse elezioni in Turchia, svoltesi senza incidenti di rilievo, rappresentano innanzitutto una vittoria annunciata per la democrazia. Certo, qualche scontro e qualche piccolo problema ci sono anche stati, ma sullo sfondo di ciò che sta accadendo, risultano essere alquanto trascurabili”. Così ha dichiarato il politologo turco, professore della TOBB University of Economics and Technology di Ankara, Toğrul İsmayıl, commentando i risultati delle elezioni parlamentari di Domenica scorsa, tenutesi in Turchia.

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Continua la lettura dell’intervista di Ermanno Visintainer, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” a Toğrul İsmayıl —> In Turchia l’era de monopartitismo appartiene al passato

Ermanno Visintainer

Laureato in “Lingue e Letterature Orientali” (turco) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (Summa cum laude). È Professore onorario dell’Università “Kazakh Academy of Transport and Communications” di Almaty in Kazakhstan. Presidente del Centro Studi “Vox Populi” di Pergine Valsugana (Tn), autore di numerosi articoli inerenti alla turcologia e geopolitica apparsi su “Linea Quotidiano”, “Officina”, “Il Borghese” e su altre riviste. Per ASTREA ha pubblicato l’articolo: “L’Alessandro turco: alcune riflessioni in margine al Sedd-i İskenderî (La muraglia di Alessandro) di Alī Šīr Navā’ī, in “Quaderni di studi indo-mediterranei”, 2008. Ha partecipato alla stesura del volume “Imperi delle steppe – da Attila a Ungern Khan” con la pubblicazione “Continuità epica nelle letterature della Mongolia: dalle Epigrafi dell’Orkhon alla Storia Segreta dei Mongoli” (2008), “Porte d’Eurasia” con uno scritto dal titolo “Il modello islamico turco, l’Europa e il grande gioco delle fonti energetiche” (2009). Nel 2010 ha realizzato la monografia “Ahmed Yassawi: sciamano, sufi e letterato kazako”. Nel 2011 partecipa al volume: “La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoğlu” con il capitolo “Le premesse filosofiche della “Profondità Strategica” di Ahmet Davutoğlu”. E sempre nel 2011, assieme al prof. Andrea Marcigliano, pubblica “L’Aquila nel Sole, Leadership e carisma da Kültegin a Nursultan Nazarbayev”. Nel 2013 collabora alla stesura del volume “Da Baikonur alle stelle. Il Grande Gioco spaziale” e nel 2014 ai libri “Viandanti tra due mondi. Il Taccuino turco di Othmar Winkler” e “La Chiesa Apostolica Albana. Le radici di un simbolo dell’Azerbaigian”.

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