Il discorso al ricevimento in occasione del Giorno dell’Indipendenza della Repubblica del Kazakhstan

15 dicembre 2013 11:44 0 comments

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nazarwebItalia/Kazakhstan: alla ricerca del Tempo Perduto
Il Discorso dell’Ambasciatore Andrian Yelemessov suona come riapertura del dialogo con Roma


Le relazioni bilaterali fra l’Italia e la Repubblica del Kazakhstan stanno attraversando un momento non facile. Effetto, a ricaduta, in parte del cosiddetto “caso Ablyazov” – che, come abbiamo ampiamente documentato e spiegato su queste pagine, è stato essenzialmente una montatura dei Media, o meglio di certi Media eterodiretti da forze che agiscono contro gli interessi economici e nazionali del nostro Paese, con ogni probabilità per favorire, sullo strategico mercato kazako, nostri diretti “competitori” che di tale raffreddamento dei rapporti si stanno palesemente avvantaggiando. Cosa ancor più grave, però, è che tale situazione stra venendo avvallata da un atteggiamento, sinceramente ben difficile da spiegare e giustificare, dell’attuale titolare della Farnesina, che sembra aver sposato acriticamente le posizioni di quegli Oligarchi e speculatori che, facendosi passare per supposti £dissidenti”, lavorano per danneggiare l’immagine del Kazakhstan in Italia. Con la conseguenza, ovvia, di danneggiare soprattutto quella dell’Italia in Kazakhstan. E questo è un fatto grave per molte ragioni, economiche e non solo. Pensiamo soltanto all’importante ruolo della nostra ENI nei giacimenti di petrolio di Kashagan; ruolo di preminenza, oggi insidiato, però, da molti competitori, che, come accennato, sanno sfruttando il raffreddamento dei rapporti.

E pensiamo anche a tutti quegli imprenditori italiani che con il Kazakhstan lavorano e/o aspirano a lavorare, e che oggi si trovano in difficoltà non tanto per un qualche atteggiamento ostile di Astana, quanto piuttosto per i continui ostacoli (burocratici?) che vengono frapposti alle nostre imprese dal “nostro” Ministero degli Esteri. Peggio ancora: tra non molto è previsto il ritiro delle truppe italiane stanziate in Afghanistan. Un ritiro che dovrebbe avvenire utilizzando come punto d’appoggio basi in territorio kazako, messe a disposizione dal governo del Presidente Nazarbayev. Che, in forza dei rapporti privilegiati con Roma – sempre eccellenti tanto con Prodi che con Berlusconi e Monti – sembrava intenzionato a favorire la logistica del ritiro del contingente italiano, concedendo una sorta di prelazione sull’uso di queste basi rispetto ad altri contingenti della NATO. Cosa di cui si può pienamente apprezzare l’importanza se si pensa che il momento del ritiro sarà,necessariamente, il più difficile ed anche il più pericoloso per i nostri soldati. Ora però tutto questo viene messo in discussione dall’atteggiamento palesemente ostile assunto dal “nostro” Ministro degli Esteri nei confronti del Governo del Kazakhstan e del suo Ambasciatore in Italia Andrian Yelemessov. Atteggiamento ribadito in molte interviste ben poco diplomatiche dalla Signora Bonino, e confermato, purtroppo, da vari atti pubblici e non solo.

Nonostante questo, però, c’è ancora tempo per recuperare un rapporto che è sulla via del deterioramento. Un deteriorarsi che sarebbe per noi causa di gravissimi danni. Ed è proprio da parte kazaka che viene la mano tesa e che si dimostra la disponibilità a chiudere con questi mesi di gelo e a riaprire un dialogo da sempre reciprocamente cordiale e proficuo. Proprio l’Ambasciatore Yelemessov lo ha chiaramente lasciato intendere nel discorso pronunciato la sera del 12 Dicembre u.s. in occasione della Festa Nazionale del Kazakhstan. Un discorso che disegna con chiarezza le ragioni e le tradizioni di relazioni da oltre vent’anni sempre più proficue, e che auspica un ulteriore progresso delle stesse. Discorso che proponiamo qui in versione integrale, convinti di fare cosa gradita ai nostri lettori. E nella speranza che giunga anche alle orecchie di coloro che, su questi temi, da tempo si comportano come sordi e ciechi.

Il discorso al ricevimento in occasione del Giorno dell’Indipendenza della Repubblica del Kazakhstan
(Roma, 12 dicembre 2013)

Cari ospiti,
Gentili Signore e Signori,

Prima di tutto, vorrei ringraziarVi per aver accettato l’invito a partecipare al ricevimento di questa sera presso l’Ambasciata del Kazakhstan. Per me è un onore organizzare questo ricevimento e vedervi oggi tutti presenti. Io vedo qua le persone che conosco da anni, amici di vecchia data e molti nuovi amici. Oggi, noi celebriamo una data molto importante – il Giorno dell’Indipendenza della Repubblica del Kazakhstan.

Da 22 anni siamo diventati un paese indipendente. Il nostro popolo ha una storia ricca, la cultura, le usanze e le tradizioni, prima noi non eravamo indipendenti. Più di vent’anni fà abbiamo avuto la possibilità di costruire il nostro Stato e la Statalità, di vivere nelle condizioni di pace e di amicizia con i nostri vicini e amici.

I cambiamenti di quest’anno hanno dimostrato che il Kazakhstan ha raggiunto successi significativi. Abbiamo effettuato le riforme politiche fondamentali. Oggi il Kazakhstan è un paese moderno, democratico e aperto, dove vengono garantite tutte le libertà politiche.

Il Kazakhstan è un Paese multietnico e multireligioso. È un patrimonio pervaso dal passato. Indipendentemente dal nostro sistema politico, in tutti i periodi della nostra vita il Kazakhstan è stato lo spazio dove le religioni e i popoli si univano e vivevano come una sola famiglia. Noi siamo fieri che in questi vent’anni abbiamo non solo conservato questo patrimonio importante del nostro passato, ma siamo anche riusciti a rafforzare lo spirito di collaborazione, di fraternità e di partenariato.

Abbiamo realizzato progetti economici molto seri. Negli ultimi 10 anni il Kazakhstan è entrato a far parte dei tre paesi del mondo dopo la Cina e Qatar, che hanno avuto un maggior incremento dell’economia e oggi il mio paese è il leader economico nella regione.

Oggi noi vediamo effettivamente i risultati dello sviluppo delle riforme economiche. Il PIL pro capite ammonta a 12 mila dollari. Siamo fieri di questi indici che sono cresciuti di ben 16 volte durante gli anni dell’indipendenza. Il PIL del paese cresce ogni anno del 7-8%. Gli istituti internazionali finanziari apprezzano il lavoro che viene svolto nel nostro paese e gli stanno fornendo il loro sostegno.

Il Kazakhstan è il leader nella regione su molti aspetti per quanto riguarda la situazione degli investimenti e degli affari. Nell’Asia Centrale, come ben sapete, oltre il Kazakhstan ci sono altri 4 paesi ma l’80 per cento di tutti gli investimenti negli ultimi vent’anni sono stati rivolti verso il nostro paese. In totale nel nostro paese sono entrati 165,5 miliardi di dollari di investimenti esteri. Secondo l’ultimo rating del “Doing Business 2013”, che viene svolto annualmente dalla Banca Mondiale, il Kazakhstan ha migliorato le proprie posizioni nel rating di 7 punti e attualmente occupa la 49° posizione. Nel rating della competitività, del Forum Economico Mondiale, il Kazakhstan già occupa la 50° posizione.

Oggi il Kazakhstan ha già guadagnato il proprio “Nome” e autorità, e questo nome sta lavorando per il paese, portando i suoi dividendi. Gli investitori di tutto il mondo lo sanno e vengono volentieri a lavorare nel nostro paese.

Grazie a una politica estera bilanciata, tutto il mondo conosce il Kazakhstan come un paese pacifico e un partner responsabile che promuove una collaborazione internazionale reciprocamente vantaggiosa. Questa fiducia e rispetto li abbiamo guadagnati con i nostri passi pacifici e coerenti.

Il presidente del nostro paese Nursultan Nazarbayev ha proposto alla comunità internazionale  una serie di misure intransigentemente importanti, che già oggi si trovano nella fase di realizzazione e stanno dando i suoi frutti. Tra questi vorrei particolarmente far notare la creazione di molti progetti di integrazione e delle piattaforme internazionali di dialogo sul rafforzamento della pace: l’Unione doganale, lo Spazio Economico Euroasiatico, l’organizzazione della Cooperazione di Shanghai,  la Conferenza sull’interazione e le misure di fiducia in Asia, il Congresso dei leader delle religioni tradizionali del mondo – questi sono i principali.

Oggi il nostro paese è all’avanguardia del movimento globale anti nucleare, la cui testimonianza è la realizzazione del progetto anti nucleare “ATOM”.
Un’altra iniziativa del Presidente Nursultan Nazarbayev – “Il Ponte Verde” è destinata a contribuire alla creazione del partenariato dell’Europa e dell’Asia al fine di promuovere la politica “verde” dell’economia.

Nell’anno 2012 è stata presa la decisione  sullo svolgimento dell’esposizione Internazionale Expo-2017 ad Astana con il tema “l’Energia del futuro”. Per la candidatura della nostra capitale hanno votato due terzi dei paesi-partecipanti dell’Ufficio internazionale delle esposizioni – 104 dei 154 paesi. Noi abbiamo già iniziato i lavori di preparazione.

Grande interesse degli esperti internazionali lo produce il progetto dell’economia globale “G-global”. Questa piattaforma comunicativa deve aumentare il numero dei partecipanti nella ricerca delle soluzioni anticrisi per la pace. Così, tutte le iniziative del presidente del Kazakhstan trovano la loro reale applicazione pratica, sia in Kazakhstan che all’estero, ricevendo una valutazione alta da parte dei leader mondiali. Noi vediamo il grande interesse che mostrano i rappresentanti della comunità internazionale per le iniziative su vasta scala del Capo del nostro Stato.

Io potrei parlare molto dei problemi e delle conquiste del nostro paese. Ma la cosa più importante che abbiamo saputo gestire correttamente la possibilità che abbiamo avuto 22 anni fa. Abbiamo saputo rafforzare la nostra indipendenza, abbiamo trasformato la nostra economia, abbiamo fondato gli istituti politici, abbiamo stabilito la buona collaborazione di partenariato con i nostri amici. Il posto speciale tra i quali lo occupa l’Italia.

L’interazione dei nostri due paesi ha raggiunto il livello del partenariato strategico. Questa relazione ha una grande storia e copre molti settori. Noi stiamo collaborando con il successo in tutte le sfere della politica, dell’economia e della cultura. L’Italia occupa il terzo posto, dopo la Russia e la Cina, tra i paesi – partner commerciali del Kazakhstan. Sono sicuro che il futuro della nostra relazione avrà il successo.

Signore e Signori
Vorrei proporre un brindisi:
Per un ulteriore rafforzamento del partenariato tra il Kazakhstan e la Repubblica Italiana! Per la salute e i successi di tutte le persone presenti qua oggi in questo ricevimento degli amici del Kazakhstan in Italia!

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