Il Caucaso mosaico critico – @ilgiornale 26.3.2014

10 aprile 2015 19:46 0 comments

Papa Francesco incontra il presidente dell’Azerbaigian. Una repubblica laica e multiculturale per evitare il fondamentalismo

Il Caucaso rappresenta, oggi più che mai, uno dei nodi critici per i volatili equilibri geopolitici mondiali. È infatti nella regione caucasica che si intrecciano, in un groviglio ben difficilmente districabile, interessi economici globali e mire politiche di potenze grandi e medie, moderni nazionalismi ed atavici conflitti etnici e religiosi.

Perché il Caucaso è, da sempre, un mosaico variegato e policromo, affascinante certo, ma al tempo stesso pericoloso. Ed è, per altro, terra a noi estremamente prossima, con la quale intratteniamo profondi ed antichi legami culturali, oltre che economici e politici. Perché il Caucaso è parte dell’Europa, o meglio è l’ultimo contrafforte che separa l’Europa dal Medio Oriente.

Una situazione complessa, dunque, resa ancor più difficile dall’implosione dell’URSS, che ha visto sorgere nella regione alcune nuove Repubbliche, e al contempo emergere una pluralità di fenomeni indipendentisti e secessionisti, causati dal problema delle enclave etniche e religiose, forse il retaggio più pesante dello scomparso Impero dei Soviet. Di qui una serie di conflitti che da oltre un ventennio inquietano tutta la regione caucasica: dalle rivolte dell’Inguscezia e del Dagestan alla Cecenia, dal conflitto tra Azerbaigian ed Armenia per il Nagorno-Karabakh a quello tra Russia e Georgia per l’Ossezia del Sud. Conflitti che hanno pesanti ricadute anche sul piano economico e sociale, rendendo insicura ed instabile quella che, per potenziali risorse naturali potrebbe divenire una delle aree di maggiore prosperità del globo.

 

[…]


 

L’articolo completo di Andrea Marcigliano, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” su IlGiornale.it —> Il Caucaso mosaico critico

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

Leave a Reply