Il Califfo e il Dottore – @ilgiornale 26.2.2015

4 marzo 2015 12:44 0 comments

Il conflitto strisciante fra Isis e al Qaeda ha radici antiche. Due anime diverse del Jihad globale, entrambe minacciose

IRAQ: UN MESE DI STATO ISLAMICO TRA DIVIETI E COPRIFUOCO

Nel complesso gioco di specchi e labirinti che è quella “guerra asimmetrica” che sta da tempo travagliando gran parte del mondo islamico, vi è un riflesso, o meglio un conflitto che si sta combattendo in modo meno appariscente degli altri e che, pure, riveste un’importanza non secondaria. È la guerra, ormai palese anche se mai ufficialmente dichiarata, fra la “vecchia” Al Qaeda, guidata dal dottor Ayman al-Zawairi, e il nuovo Stato Islamico, l’IS, con il Califfo al- Baghdadi. Guerra che origina da un ormai annoso contrasto per la leadership della complessa galassia jihadista, che, dietro la parvenza di un accordo tra le due organizzazioni, è sempre stato latente, sin da quando l’IS si chiamava ancora Al Qaeda in Iraq e a guidarla era il suo fondatore al- Zarkawi; anzi, proprio allora, nel pieno del conflitto con le truppe statunitensi che avevano abbattuto il regime di Saddam Hussein, emersero le prime, radicali differenze tra l’organizzazione irakena e la “rete” fondata da bin Laden; differenze che, nel tempo, sono andate sempre più accentuandosi, scavando un fossato che oggi sembra difficile da colmare. Perché non si tratta solo di una questione di leadership – il Califfo contro il dottor al-Zawairi – ma anche, in primo luogo, di visione strategica e, ancor più, di ideologia. O, se vogliamo, di interpretazione dell’Islam.

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L’articolo completo di Andrea Marcigliano, senior fellow de “Il Nodo di Gordio” su IlGiornale.it —> Il Califfo e il Dottore 

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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