Possibile dispiegamento del sistema THAAD in Corea del Sud

9 febbraio 2016 19:35 0 comments

Thaad

Il lancio del razzo da parte della Corea del Nord, ennesimo tentativo del regime per sviluppare la tecnologia dei missili balistici intercontinentali, è stato considerato come un atto altamente provocatorio dalla Corea del Sud che sarebbe pronta ad ospitare un sofisticato sistema anti-missile americano sul suo territorio, una mossa che potrebbe irritare la Cina.

Il Washington Post riporta che la Corea del Sud e i funzionari militari americani avevano dichiarato, il 7 febbraio scorso, che avrebbero iniziato, il prima possibile, le trattative per il dispiegamento del sistema THAAD (High Altitude Area Defense Terminal).

Il THAAD è un sistema terrestre progettato per abbattere missili a breve raggio, medio e intermedio. Secondo l’Agenzia della difesa missilistica del dipartimento della difesa, ogni batteria THAAD include un lanciatore montato su camion, con otto intercettori e un sistema di sorveglianza radar trasportabile. E’ molto efficace contro le minacce asimmetriche di missili balistici e utilizza la tecnologia hit-to-kill per distruggere un bersaglio in arrivo. Secondo il sito Missilethreat.com, il THAAD è in grado di intercettare i missili in arrivo sia all’interno che appena fuori dall’atmosfera terrestre ad una distanza di 200 chilometri, il che rende difficile per i missili nemici lanciare contromisure per ingannare l’intercettore THAAD. Oltre a eliminare l’inganno, l’intercettazione ad alta quota mitiga gli effetti delle armi di distruzione di massa prima che raggiungano il suolo.

Secondo quanto riportato dal Business Insider, il THAAD è un missile intercettore in grado di cacciare e colpire missili in arrivo con un tasso di successo del 100%. In poche parole, si tratta di uno dei più avanzati sistemi di difesa missilistici sulla Terra. Un suo eventuale futuro dispiegamento in Corea del Sud sarebbe motivo di preoccupazione per Pechino.

Alcuni giorni fa, l’alto funzionario della difesa coreana Ryu Seung-Je aveva detto che il sistema missilistico THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) – considerato uno dei più avanzati al mondo – verrebbe dispiegato unicamente per contrastare la minaccia dal nord.

Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri cinese, ha riferito il mese scorso all’agenzia Yonhap News della Corea del Sud, che la Cina spera che la Corea del Sud “si occuperà della questione con prudenza”.

Pechino ritiene che tutti i paesi, nel momento in cui intraprendono azioni per la tutela della propria sicurezza nazionale, dovrebbero tenere in considerazione anche gli interessi delle altre nazioni.

In Corea del Sud è comunque un argomento controverso, soprattutto a causa dei sempre più stretti legami economici e diplomatici con la Cina, che si oppone all’idea di batterie anti-missile nella penisola coreana.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, anche la Russia si oppone al dispiegamento di THAAD in Corea del Sud.

La dichiarazione congiunta di Stati Uniti e Corea del Sud dice esplicitamente che qualora fosse dislocato nella penisola coreana, il sistema sarebbe concentrato esclusivamente sulla Corea del Nord.

Il Giappone aveva missili terra-aria Patriot pronti a Tokyo e Okinawa per abbattere il razzo.

Se il dispiegamento del THAAD procederà, la Corea del Sud fornirà il suolo per il sistema, mentre gli Stati Uniti finanzierebbero il suo funzionamento. Una batteria THAAD costa circa $ 1,3 miliardi.

I media locali hanno riportato di visite, nel corso dell’ultimo mese, da parte di funzionari dell’azienda produttrice del THAAD, la Lockheed Martin.

La Lockheed Martin aveva annunciato, nei primi giorni del mese di gennaio, di aver chiuso un contratto di 528 milioni di dollari, con l’esercito americano per la realizzazione di più intercettori per il sistema THAAD. Tutte le batterie THAAD sono di stanza a Fort Bliss, in Texas, come parte dell’11esima Brigata di Artiglieria di difesa aerea. Una batteria THAAD è stata dislocata a Guam dall’aprile 2013, in risposta a possibili minacce da parte della Corea del Nord.

 

Elvio Rotondo

Country Analyst

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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