L’impegno montenegrino per l’ingresso nella NATO

4 agosto 2015 17:00 1 comment

Il Montenegro è un piccolo Stato montuoso sul mare Adriatico con una popolazione di oltre 600.000 abitanti e una superficie di circa 13.000 km², dove sono presenti le più importanti religioni e culture del Mediterraneo. Da qualche tempo si parla dell’integrazione del paese nella NATO e secondo quanto apparso sul sito dell’Alleanza Atlantica, la decisione potrebbe essere presa già a dicembre di quest’anno, quando si riuniranno i ministri degli Esteri dell’alleanza.

Il processo di adesione alla NATO è governato dall’articolo 10 del trattato dell’Alleanza Atlantica. I membri possono invitare ad aderire a questo trattato, previo consenso unanime, qualsiasi altro Stato europeo in grado di soddisfare i principi di questo trattato e di contribuire alla sicurezza dell’area nord-atlantica. I paesi che vogliono aderirvi devono possedere alcuni requisiti e completare un processo multi-step che coinvolge il dialogo politico e l’integrazione militare. Il processo dell’accesso è supervisionato dal Consiglio Nord Atlantico, organo di governo della NATO.

La recente visita del vice Primo Ministro montenegrino nonché  Ministro degli Esteri e del Ministro della Giustizia a Bruxelles ha visto come oggetto di discussione i progressi fatti e le sfide che ancora attendono il Montenegro sul percorso di adesione all’Alleanza Atlantica. L’incontro fa parte di una serie di colloqui che la NATO sta conducendo con il Montenegro allo scopo di valutare, entro la fine dell’anno, se il paese è pronto all’unione con l’Alleanza.

Il sito ufficiale della NATO riporta che durante l’incontro, il Segretario Generale e gli Ambasciatori dell’Alleanza hanno lodato gli sforzi per le considerevoli riforme e incoraggiato il Montenegro a continuare su questa strada. Il Segretario Generale ha sottolineato che il paese ha ripetutamente dimostrato di condividere i valori della NATO e ha ringraziato per il contributo continuo alla missione NATO “Resolute Support” in Afghanistan.

Il Montenegro ha attivamente sostenuto l’operazione a guida NATO in Afghanistan dal 2010 al 2014 e sta supportando la missione di follow-on per addestrare e assistere le forze di sicurezza afgane. L’esercito montenegrino ha attualmente una forza di circa  2.000 membri in servizio attivo con la maggior parte del suo equipaggiamento ereditato dalle forze armate dell’Unione di Serbia e Montenegro e ha mantenuto praticamente l’intera forza navale. Oltre al contributo in Afghanistan, l’esercito montenegrino partecipa anche alla missione dell’Unione Europea “Atalanta” e a missioni ONU.

Luksic: Montenegro in Afghanistan come membro della NATO

Podgorica, maggio 2015 – Il Vice Primo Ministro nonché Ministro degli Affari Esteri e delle Integrazioni Europee, Igor Luksic, partecipa all’incontro del Consiglio dell’Atlantico del Nord al livello dei Ministri degli Affari Esteri dei Paesi membri della NATO

Il comunicato stampa della NATO sull’incontro tra il leader montenegrino e il Segretario della NATO riporta che i membri dell’Alleanza Atlantica sono impegnati a mantenere la porta dell’alleanza aperta ai partner dei Balcani occidentali che vogliono aderirvi, condividerne i valori, e in grado di assumersi le responsabilità e gli obblighi derivanti dall’adesione. L’integrazione euro-atlantica è vista come il miglior modo per garantire una sicurezza autosufficiente di lungo termine, e la stabilità nella regione.

Gli ultimi paesi ad entrare nell’Alleanza Atlantica nel 2009 furono altri due paesi balcanici, Croazia ed Albania. Oltre al Montenegro altri paesi sono candidati a far parte della NATO tra questi Georgia, Bosnia e Macedonia, ma rispetto al Montenegro avrebbero grossi ostacoli;  la Georgia è parzialmente occupata da forze supportate dalla Russia, la Bosnia è divisa etnicamente mentre per la Macedonia la Grecia ha posto il veto al suo ingresso nella NATO.

Il Montenegro, nel dicembre 2006, subito dopo la riconquista della sua indipendenza, avvenuta a giugno 2006, ha aderito al Partenariato per la Pace (PfP). Nel dicembre 2009 è stato invitato ad aderire al Membership Action Plan (MAP)1 e ha iniziato il suo primo ciclo nell’autunno del 2010 con la presentazione del suo primo Programma nazionale annuale. Questo processo ha permesso al paese di individuare le principali sfide che dovevano essere affrontate, tra cui il rafforzamento dello stato di diritto, il rispetto degli standard della NATO nel settore della sicurezza e della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.

Al vertice tenutosi in Galles nel settembre 2014, i leader alleati avevano annunciato che la NATO avrebbe aperto a colloqui intensificati e concentrati con il Montenegro al fine di valutare, al più tardi entro la fine del 2015, se invitare il paese ad aderire all’Alleanza.

Il Paese è molto impegnato in ambito politico nel perseguire l’obiettivo di entrare nella NATO, ne è testimonianza anche l’ultima visita fatta dal Ministro della Difesa del Montenegro nel mese di marzo negli USA, riportata dal sito del Ministero della Difesa montenegrino. Uno degli obiettivi del politico montenegrino era sicuramente la ricerca di un supporto maggiore da parte Americana per la candidatura del Montenegro a paese membro della NATO. Nel corso della visita, il Ministro ha sottolineato che l’adesione all’Alleanza significherebbe un rafforzamento della stabilità nell’area dei Balcani occidentali. Rappresentanti americani si sono trovati cosi d’accordo con il ministro rassicurandolo del loro sostegno all’integrazione del Montenegro nella NATO.

L’adesione del Montenegro alla NATO non sarebbe vista di buon occhio dalla Russia perché verrebbe ad allentarsi quel legame tradizionale che dura da secoli tra i due paesi. Dal punto di vista economico potrebbero esserci dei problemi visto che attualmente la Russia figura al terzo posto per gli investimenti stranieri nel paese con circa il 40% e con una tendenza al rialzo. Senza considerare che l’integrazione del paese consentirebbe alla NATO il controllo totale delle coste settentrionali del Mediterraneo.

Il Ministro degli Esteri montenegrino Luksic ha più volte ribadito che l’ingresso nella NATO non andrebbe a modificare i rapporti esistenti con la Russia in quanto “le scelte sono state fatte esclusivamente per il futuro e per gli interessi strategici nazionali e non contro qualcuno e quindi vanno rispettate”.

E’ molto forte l’impegno politico montenegrino nonostante che nel paese l’adesione alla Nato non abbia il sostegno popolare — secondo alcuni sondaggi il 57% dei cittadini sarebbero contrari all’ingresso nella NATO, in quanto ancora forte il ricordo della guerra del 1999, mentre l’82% della popolazione montenegrina sarebbe favorevole ad un referendum equo e democratico sulla questione. Per non parlare del costo economico che dovrebbe sostenere il piccolo paese balcanico per esserne parte.

 

Elvio Rotondo
Country Analyst


 

1 Il “Membership Action Plan” (MAP) è un programma della NATO di consulenza, assistenza e supporto pratico su misura per le esigenze individuali dei paesi che desiderano aderire all’Alleanza. La partecipazione al MAP non pregiudica alcuna decisione da parte dell’Alleanza sulla futura adesione.

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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