L’Asse Londra-Washington contro Buenos Aires

26 marzo 2015 12:49 0 comments

La Gran Bretagna manda più truppe alle Malvinas, di fronte alle coste argentine. E gli Usa inventano un premio a ricordo del giudice anti Kirchner

las malvinas

Il rafforzamento militare inglese alle isole Malvinas, di fronte alle coste dell’Argentina, è solo l’ultimo atto di un attacco concentrico contro Buenos Aires e la sua politica di indipendenza dall’asse Washington-Londra. Rafforzamento preventivo, visto che non esiste alcun piano argentino per un intervento militare destinato a porre fine al colonialismo britannico in queste isole non proprio nelle acque territoriali di Sua Maestà.

Nel frattempo dagli Stati Uniti parte un’altra offensiva contro la presidenta Cristina Kirchner, anche se, formalmente, i nord americani si limitano a creare un premio dedicato ad Alberto Nisman, cioè al giudice che voleva mettere sotto accusa la presidenta e che è morto a casa propria in circostanze misteriose. Non importa se Cristina sia stata successivamente scagionata, l’importante è tenerla sotto scacco a livello di immagine internazionale. Ma tra i finanziatori del premio figurano anche gli esponenti dei fondi buitres, gli avvoltoi che hanno portato al default tecnico l’Argentina grazie alla collaborazione di un giudice statunitense.

In realtà i promotori del premio Alberto Nisman puntano ad un altro bersaglio, cioè alla collaborazione tra Buenos Aires e Teheran, soprattutto in ambito nucleare. Non a caso tra i sostenitori del premio figurano anche alcuni di quelli che premevano per bombardare l’Iran. Ossia il Paese con cui l’amministrazione Obama sta trattando senza problemi. Ma ciò che è permesso agli statunitensi è vietato agli argentini. D’altronde il governo di Buenos Aires non fa assolutamente nulla per fronteggiare la costruzione di un’immagine negativa dell’Argentina nel mondo. Soprattutto in quello Occidentale. Nessuna iniziativa per contrastare gli attacchi mediatici, mute le ambasciate. Non basta uno stand all’Expo per fare controinformazione.

 

Alessandro Grandi. Ha collaborato Mauro Margoni

 

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