La Marca incontra la Mongolia

21 settembre 2013 08:16 0 comments

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Si è svolto giovedì 19, presso la sede Unindustria di Treviso, l’incontro “Mongolia. Country presentation” diretto a presentare alle aziende della Marca le opportunità di business nel paese di Gengis Kahn.
L’incontro, introdotto da Mario Vizzotto, responsabile per Unindustria Treviso dell’Area Internazionalizzazione, non è il primo del suo genere è ha già visto gli industriali della Marca incontrarsi anche con Kazakhstan, Azerbajian e altri ancora.
La Mongolia, il “Regno di Mezzo”, sta vivendo una fase di incredibile sviluppo e di profonda trasformazione. Da satellite sovietico, tra il 1914 e il 1989, e terra di predazione di materie prime (specialmente minerali) si sta trasformando in un Paese autosufficiente, proteso verso la modernità ma con i piedi ben saldi nelle tradizioni della steppa.
Con quasi 3 milioni di abitanti (di cui la metà a Ulan Batar, la capitale) e un’estensione geografica di circa 1,5 milioni dii kmq, è uno dei Paesi con la più bassa densità demografica al mondo; con più del 50% della popolazione sotto i 30 anni.
Dalla crisi che ha colpito tutto il mondo nel 2009, lo sviluppo è stato molto forte e ha segnato un incremento del pil quasi sempre a doppia cifra (2010: +6%; 2011: + 17%; 2012: +14%; previsione 2013: +19%) con un mercato azionario altrettanto forte.
La crescita risulta trainata dal settore servizi e commercio, ma anche dalle infrastrutture e da quello minerario di cui la Mongolia è particolarmente ricca.
L’attenzione degli imprenditori italiani è rivolta al Paese come mercato alternativo per esempio per il cashmere, bypassando così il monopolio cinese del prodotto. Grandi aziende come LoroPiana e Zegna sono presenti sul territorio, investendo anche nella cultura dell’allevamento e contribuendo di fatto allo sviluppo dell’economia locale.
Le riserve del settore minerario si stimano in più di 2000 mld di dollari e il Paese ha trasformato negli anni la politica di semplice “estrazione ed esportazione” senza nessuna ricaduta positiva sul territorio, in una politica di sviluppo, rilasciando le concessioni a chi si impegna a fare almeno la prima lavorazione dei minerali in loco; nello stesso tempo sviluppando una politica fortemente incentrata a ridurre gli impatti ambientali che tale lavorazione provoca, promuovendo uno sviluppo sostenibile attraverso 5 punti cardine che fanno parte del progetto di sviluppo del Paese (1. sviluppo del settore minerario e dell’industria pesante; 2. sviluppo del settore agricolo-pastorale e dell’industria di trasformazione; sviluppo delle infrastrutture; 4. promozione della sostenibilità ambientale e del capitale umano; 5. supporto allo sviluppo del’imprenditoria privata e delle partnership pubblico-privato).
Le infrastrutture crescono veloci e i bandi pubblici non mancano: 200 km di ferrovia appena vinto da un’impresa coreana e 1000km di autostrada ancora in corso, gara alla quale partecipano anche aziende italiane.
Il settore agricolo è inoltre in forte sviluppo grazie al terreno molto fertile anche se principalmente usato per il pascolo. Il Paese conta infatti 32 mln di capi (arrivati addirittura a 48 mln) e alcune aziende italiane stanno sviluppando mattatoi su TIR seguiti da TIR refrigeranti per fornire una macellazione con standard europei pronti per l’esportazione.
Di fatto la presenza italiana non è la principale presenza straniera sul territorio (al 4° posto nelle esportazioni; in complesso 46 imprese per più di 70 mln di € di giro d’affari) e Russia e Cina rimangono i principali interlocutori del Paese ma è un fatto che il Paese voglia liberarsi di questo giogo, soprattutto della Cina che considera la Mongolia terra di predazione fin dal tempo degli imperatori. Il rapporto con l’Italia è però privilegiato; per un aspetto culturale, condividendo l’importanza della famiglia e il piacere della convivialità; ma anche perché molta della classe dirigente mongola si è laureata in Italia, a Trieste.
Presenti all’incontro il Console Onorario di Mongolia a Milano, Gantuya Tsevegdorj, e il Vicepresidente dell’Italian Mongolian Business Council, che sta promuovendo per metà ottobre un viaggio esplorativo per imprenditori italiani proprio a Ulan Bator.
Interscambio commerciale del'Italia con la Mongolia

Interscambio commerciale del’Italia con la Mongolia

La Borsa di Ulan Bator è stata negli ultimi anni una delle protagoniste della crescita a livello mondiale. L'indice MSE Top 20 è cresciuto di ca il 700% in dieci anni. All'origine di questa eccezionale performance ci sono soprattutto le risorse del sottosuolo: il paese di Gengis Khan, infatti, che è cinque volte più grande dell'Italia, occupa il quarto posto al mondo per riserve di rame ed il nono per quelle di carbone.

La Borsa di Ulan Bator è stata negli ultimi anni una delle protagoniste della crescita a livello mondiale. L’indice MSE Top 20 è cresciuto di ca il 700% in dieci anni. All’origine di questa eccezionale performance ci sono soprattutto le risorse del sottosuolo: il paese di Gengis Khan, infatti, che è cinque volte più grande dell’Italia, occupa il quarto posto al mondo per riserve di rame ed il nono per quelle di carbone.

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