Un “Califfato africano” – Rivista Marittima, gennaio 2016

17 febbraio 2016 14:51 0 comments

Dal Medio Oriente, ove le sue milizie sembrano arretrare, lo Stato Islamico sta spostando il suo centro operativo nel Maghreb. L’espansione del jihadismo dalla Libia alla regione del Sahel. Rivalità e differenze fra IS e Al Qaeda.

Rivista Marittima Gennaio 2016 - Un "Califfato africano"

La riconquista di Ramadi da parte dell’Esercito Irakeno — in realtà spalleggiato dagli iraniani — e l’avanzata dei peshmerga curdi di Massoud Barzani (1) — appoggiati da circa 1.200 «consiglieri militari» turchi, ha dato ai Media internazionali la sensazione che, finalmente, i jihadisti dello Stato Islamico fossero costretti ad arretrare. E non solo in Iraq, visto che anche in Siria l’intensificarsi dei raid aerei, tanto degli alleati occidentali quanto dei russi, sta mettendo in gravi difficoltà le milizie del Califfo. Tuttavia illudersi che la minaccia rappresentata dall’IS sia, ormai, prossima al crepuscolo sarebbe un grave errore, e non solo perché questo sta reagendo con un’inusuale, sino a oggi, campagna terroristica all’estero, come dimostrano le stragi di Parigi in Dicembre e quella di Istanbul a inizio Gennaio, volte a colpire due dei paesi maggiormente impegnati nel conflitto siro-irakeno (2). Ancora più preoccupante infatti è l’intensificarsi della presenza dell’IS in tutto il Nord Africa e il suo progressivo ramificarsi anche nella regione del Sahel.

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Continua la lettura dell’articolo di Andrea Marcigliano, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio“, per la Rivista Marittima di Gennaio 2016 —> Un “Califfato africano”

 

(1) Barzani è il leader dei curdi irakeni che, a differenza di quelli siriani – legati al PKK – intrattengono eccellenti rapporti, anche in forza del commercio del petrolio, con Ankara.

(2) Fino a poco tempo fa l’IS aveva limitato le proprie azioni all’estero, soprattutto in Europa. Sembra infatti molto recente l’organizzazione di una «divisione Esteri» per coordinare i raid terroristici mirati.

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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