Le decapitazioni dell’ISIS: terrore religioso o mania di protagonismo? – RagusaOggi.it 5.2.2015

5 febbraio 2015 16:52 0 comments

Una nuova sfida sorta in opposizione all’Occidente, sebbene tacitamente appoggiata dallo stesso, si è concretizzata attraverso la fondazione dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria ovvero il neo-califfato dell’ISIS, proclamato dal suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi.

Sostenuta dall’Occidente giacché, ben nota e documentata è la funzione anti-assadita e conseguentemente anti-russa e anti-cinese del neo-califfato. Due paesi che avevano sostenuto Assad, l’unico leader rimasto in piedi dopo il collasso del nazionalismo arabo sull’intero scacchiere mediorientale, il quale portava avanti, nonostante tutto essendo egli stesso alawita, una politica laica, multietnica e multiconfessionale.

Per non parlare, per quanto ci riguarda, dell’ambigua e torbida vicenda che ha visto quali protagoniste due nostre connazionali, Vanessa e Greta, partite alla volta della Siria per consegnare kit di pronto soccorso alla popolazione civile ma anche ai combattenti islamici che altri non sono se non gli stessi jihadisti dello Stato Islamico.

bandiera isis

Un’interpretazione radicale e anti-occidentale dell’Islam quella dell’ISIS, un islamismo ideologico che si contrappone all’Islam inteso nella sua evoluzione storica. Un movimento fondamentalista che promuove la violenza religiosa, strumentalizzando il significato della radice araba Jihād, che letteralmente significa “esercitare il massimo sforzo“[1] e considera coloro che non concordano con la sua interpretazione del Corano, anche se musulmani, infedeli o apostati.

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L’articolo completo di Ermanno Visintainer, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” su RagusaOggi.it —> Le decapitazioni dell’ISIS: terrore religioso o mania di protagonismo?

 

Ermanno Visintainer

Laureato in “Lingue e Letterature Orientali” (turco) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (Summa cum laude). È Professore onorario dell’Università “Kazakh Academy of Transport and Communications” di Almaty in Kazakhstan. Presidente del Centro Studi “Vox Populi” di Pergine Valsugana (Tn), autore di numerosi articoli inerenti alla turcologia e geopolitica apparsi su “Linea Quotidiano”, “Officina”, “Il Borghese” e su altre riviste. Per ASTREA ha pubblicato l’articolo: “L’Alessandro turco: alcune riflessioni in margine al Sedd-i İskenderî (La muraglia di Alessandro) di Alī Šīr Navā’ī, in “Quaderni di studi indo-mediterranei”, 2008. Ha partecipato alla stesura del volume “Imperi delle steppe – da Attila a Ungern Khan” con la pubblicazione “Continuità epica nelle letterature della Mongolia: dalle Epigrafi dell’Orkhon alla Storia Segreta dei Mongoli” (2008), “Porte d’Eurasia” con uno scritto dal titolo “Il modello islamico turco, l’Europa e il grande gioco delle fonti energetiche” (2009). Nel 2010 ha realizzato la monografia “Ahmed Yassawi: sciamano, sufi e letterato kazako”. Nel 2011 partecipa al volume: “La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoğlu” con il capitolo “Le premesse filosofiche della “Profondità Strategica” di Ahmet Davutoğlu”. E sempre nel 2011, assieme al prof. Andrea Marcigliano, pubblica “L’Aquila nel Sole, Leadership e carisma da Kültegin a Nursultan Nazarbayev”. Nel 2013 collabora alla stesura del volume “Da Baikonur alle stelle. Il Grande Gioco spaziale” e nel 2014 ai libri “Viandanti tra due mondi. Il Taccuino turco di Othmar Winkler” e “La Chiesa Apostolica Albana. Le radici di un simbolo dell’Azerbaigian”.

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