La crisi ucraina e il dramma dei tatari di Crimea

4 marzo 2014 12:41 0 comments

Molti anni fa, nonostante ne possedessi i titoli, mi trovai coartato a seguire uno di quegli pseudo-corsi formativi di mediazione culturale organizzati dalla Provincia Autonoma di Trento. Uno di quelli – tanto per intendersi – finalizzati a sistemare gli “amici” della casta che presiedevano le lezioni. Dall’altra parte, al mio fianco fra i banchi dei partecipanti c’era anche una mediatrice ucraina con la quale, una volta, ebbi una sorta di diverbio. Dovevamo elencare dei Paesi in ordine di preferenza quindi confrontarci fra chi amava e chi aborriva lo stesso Paese. Così ci trovammo a discutere di Polonia, Paese da lei prediletto. La cosa che mi colpì fu che, sebbene l’Ucraina, sulla scorta delle letture dello slavista Francis Conte, ai miei occhi rappresentasse la terra di quei Rus’-Variaghi, dove avvenne la metamorfosi linguistico-letteraria che gettò le fondamenta della prima entità statuale “russa”. Un gruppo plurietnico che a Kiev, nel X secolo, amalgamò principi scandinavi, elementi ugro-finnici ed altaici con la massa slava. La signorina ucraina in questione mi obiettò che lei invece, per cultura e tradizione, si sentiva maggiormente affine ai polacchi.

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Mappa Ucraina prima dopo

 

 

Ermanno Visintainer

Laureato in “Lingue e Letterature Orientali” (turco) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (Summa cum laude). È Professore onorario dell’Università “Kazakh Academy of Transport and Communications” di Almaty in Kazakhstan. Presidente del Centro Studi “Vox Populi” di Pergine Valsugana (Tn), autore di numerosi articoli inerenti alla turcologia e geopolitica apparsi su “Linea Quotidiano”, “Officina”, “Il Borghese” e su altre riviste. Per ASTREA ha pubblicato l’articolo: “L’Alessandro turco: alcune riflessioni in margine al Sedd-i İskenderî (La muraglia di Alessandro) di Alī Šīr Navā’ī, in “Quaderni di studi indo-mediterranei”, 2008. Ha partecipato alla stesura del volume “Imperi delle steppe – da Attila a Ungern Khan” con la pubblicazione “Continuità epica nelle letterature della Mongolia: dalle Epigrafi dell’Orkhon alla Storia Segreta dei Mongoli” (2008), “Porte d’Eurasia” con uno scritto dal titolo “Il modello islamico turco, l’Europa e il grande gioco delle fonti energetiche” (2009). Nel 2010 ha realizzato la monografia “Ahmed Yassawi: sciamano, sufi e letterato kazako”. Nel 2011 partecipa al volume: “La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoğlu” con il capitolo “Le premesse filosofiche della “Profondità Strategica” di Ahmet Davutoğlu”. E sempre nel 2011, assieme al prof. Andrea Marcigliano, pubblica “L’Aquila nel Sole, Leadership e carisma da Kültegin a Nursultan Nazarbayev”. Nel 2013 collabora alla stesura del volume “Da Baikonur alle stelle. Il Grande Gioco spaziale” e nel 2014 ai libri “Viandanti tra due mondi. Il Taccuino turco di Othmar Winkler” e “La Chiesa Apostolica Albana. Le radici di un simbolo dell’Azerbaigian”.

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