Fitna, la guerra civile nel cuore dell’Islam – Contromano n°14

21 luglio 2015 15:27 0 comments

Fitna: la “tribolazione”, il “dissenso… Il conflitto che spezzò la comunità islamica già subito dopo la scomparsa del Profeta, contrapponendo coloro che ritenevano che il suo successore, il Khalifa, dovesse essere in certo qual modo eletto, ed una minoranza che, invece, riteneva che questi dovesse essere della stirpe di Muhammad, quindi il suo cugino, e genero, Alì. Diatriba ben presto degenerata in scontro armato: da un lato la maggioranza, i Sunniti; dall’altro gli Sciiti, la fazione minoritaria, vinta, dei sostenitori del buon diritto di Alì e della sua discendenza. Alla diversità politica, presto si congiunsero e confusero altri elementi di distinzione, giuridici, teologici, spirituali ed il conflitto armato continuò, riesplodendo ogni qual volta le due parti si trovarono a doversi misurare.

lettura del corano

Oggi la Fitna è un elemento fondante di quel proliferare di conflitti che insanguinano il Medio Oriente e che ogni giorno di più minacciano i già precari equilibri globali. Perché in Libano come in Siria, nello Yemen come in Iraq, la Fitna, la guerra civile intestina al mondo islamico, rappresenta una componente essenziale delle guerre in atto. Prendiamo la Siria. La rivolta contro il regime di Assad è stata, certo, scatenata anche dalla ribellione contro un potere troppo autoritario, e con questa si è collegata l’aspirazione delle province curde all’autodeterminazione. Ma sul fondo resta il fatto che il clan di Assad e quasi tutta l’élite del regime è di confessione alawita, una setta sciita; mentre i rivoltosi sono, in maggioranza, sunniti. Il che spiega l’impegno nella regione da un lato dell’Iran, dall’altro dei sauditi e della stessa Turchia, visto che Teheran è il riferimento politico-religioso di tutti gli sciiti, e Riyadh ed Ankara si contendono da tempo il primato nel mondo sunnita. E spiega perché la cosiddetta “opposizione democratica” ad Assad è stata ben presto spazzata via, totalmente sostituita dal radicalismo jihadista dell’Islamic State.

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Continua la lettura dell’articolo di Andrea Marcigliano, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” sulla rivista Contromano n°14 —> Fitna, la guerra civile nel cuore dell’Islam

 

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Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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