Dopo Vienna, i nuovi equilibri del Golfo – @ilgiornale 9.9.2015

10 settembre 2015 11:25 0 comments

Continua, sempre più cruenta la guerra in Yemen. Tuttavia gli accordi fra Washington e Teheran aprono a nuovi scenari, e i sauditi potrebbero trovarsi spiazzati guerra in yemen

Continua – nonostante la sostanziale disattenzione dei Media internazionali, distratti da altri scenari – la guerra in Yemen che vede contrapposti i ribelli Houthi, di fede zaidita, appoggiati dall’Iran, ad una coalizione di paesi sunniti del Golfo capeggiata dall’Arabia Saudita.

Continua e ristagna, visto che l’offensiva dei sauditi sembra non essere in grado di riprendere la capitale Sanaa e respingere gli Houthi nelle loro sedi avite sulle montagne del Nord. E questo nonostante il blocco navale anglo-americano che impedisce l’arrivo di aiuti da Teheran. Certo, l’annunciato intervento a fianco di sauditi, Bahrein e Emirati Arabi di truppe sudanesi ed egiziane, nonché quello posto in atto in questi ultimi giorni dal Qatar potrebbe imprimere una svolta al conflitto, che è chiaramente solo l’ultimo episodio della partita a domino in corso da tempo fra gli ayatollah iraniani e Riyadh per la supremazia nel Medio Oriente.

Tuttavia i recenti accordi di Vienna fra Washington e Teheran potrebbero incidere notevolmente sullo scenario, modificandone radicalmente le coordinate fondamentali. La priorità di Barack Obama è, in questo momento, contenere l’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico in Iraq e Siria, e per far questo, senza impegnare truppe statunitensi in una operazione terrestre sicuramente onerosa e dai dubbi orizzonti, necessita di un accordo con gli iraniani, che già da tempo rappresentano uno dei principali baluardi contro la minaccia del Califfato. Necessità che, ovviamente, preoccupa Riyadh, al punto che, dopo Israele, il regno saudita – con i satelliti Bahrein e Kuwait – è stata l’unica potenza regionale a valutare negativamente le aperture verso Teheran e la conseguente revoca delle sanzioni.

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Continua la lettura dell’articolo di Andrea Marcigliano, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” su IlGiornale.it —> Dopo Vienna, i nuovi equilibri del Golfo

 

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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