Il Trentino si apre alla Turchia

15 settembre 2011 10:53 0 comments

Visita del nuovo ambasciatore turco Hakki Akil e l’incontro con il presidente Dellai
AGRICOLTURA, ENERGIE RINNOVABILI, RICERCA: IL TRENTINO SI APRE ALLA TURCHIA

Frutticoltura ma anche green economy ed energie rinnovabili, ICT ma anche cultura: sono questi i campi in cui il Trentino potrebbe sviluppare utili collaborazioni con la Turchia. A gettare le basi di un nuovo partenariato economico tra la Provincia autonoma e Istambul sono il nuovo ambasciatore turco in Italia, S.E. Hakki Akil, ed il presidente Lorenzo Dellai, che hanno avuto oggi un incontro a Trento al Palazzo della Provincia. Al colloquio erano presenti anche l’assessore all’industria, artigianato e commercio Alessandro Olivi, l’onorevole Laura Froner in qualità di vice presidente dell’Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia – Turchia, fondata da Isiamed, l’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo, il dirigente generale del Dipartimento Turismo Paolo Nicoletti ed il responsabile per l’internazionalizzazione e la promozione estera Raffaele Farella.

La visita in Trentino dell’ambasciatore Akil si inserisce nel quadro dei nuovi rapporti che la Turchia intende coltivare non solo con il governo nazionale ma, direttamente, con le realtà regionali italiane. Ed il Trentino può giocare un ruolo importante, grazie alla sua struttura economico-produttiva, assai simile a quella della Turchia in special modo per quanto riguarda il sistema delle piccole e medie imprese, ma anche grazie ad alcune “vocazioni” territoriali che fanno riferimento alla ricerca nei settori delle energie rinnovabili, dell’agricoltura e dell’industria (ICT, meccatronica ed edilizia sostenibile in particolare), al turismo (con i suoi 30 milioni di presenze mediamente, con una componente di stranieri del 20 per cento che sale per alcune zone all’80 per cento), alle costruzioni in legno antisismiche (la Turchia è zona ad alto rischio sismico), alla gestione e sfruttamento delle risorse forestali.
All’ambasciatore turco, che in questi giorni di presenza in Trentino ha potuto visitare alcune realtà territoriali e produttive quali ad esempio la Valle di Non, dove ora è in pieno svolgimento la raccolta delle mele, il presidente Dellai ha riassunto le caratteristiche e le particolarità del Trentino. “In questo momento – ha affermato Dellai – la nostra principale preoccupazione è quella di aumentare la collaborazione e gli interscambi economici, internazionalizzando quanto più possibile la nostra economia. Siamo un piccolo territorio e dobbiamo concentrarci su alcune piste di sviluppo. Sappiamo che la Turchia ha performances molto positive ed è per noi importante allacciare rapporti anche con questo grande paese”.
E che la Turchia stia marciando a ritmi sostenuti lo dimostrano la sua crescita economica: 9 % lo scorso anno, dietro solo a India e Cina, 11 % nel primo trimestre 2011. L’ambasciatore Hakki Akil si è mostrato molto interessato, in particolare, al modello cooperativo Melinda (la Turchia con 130mila ettari di meleti ed altrettanti di drupacee è il principale fornitore di frutta dei mercati arabi limitrofi), un sistema organizzativo di raccolta e commercializzazione – ha ricordato l’ambasciatore – che ha molte similitudini con quello dell’azienda agricola turca Alara. “Durante questa visita mi sono reso conto che impiegate le tecnologie più avanzate per le vostre coltivazioni, anche nel settore vitivinicolo – ha detto Akkil – potremmo instaurare una collaborazione tra noi”.
“Ho la speranza che al di là degli aspetti economici – ha affermato Dellai salutando l’ambasciatore turco – questa visita possa aprire occasioni di incontro e contatto anche culturali, nella logica di un territorio tradizionalmente aperto al mondo e che ci vede sostenitori convinti delle buone relazioni tra i popoli”.

fonte: Ufficio Stampa PAT

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