Vietnam: voglia di America – L’Indro 12.12.2017

13 dicembre 2017 07:52 0 comments

Le analisi di Francesco Tosato, Ce.Si., e di Elvio Rotondo, Nodo di Gordio, sugli interessi strategici dietro l’inedita intesa.

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A distanza di oltre quarant’anni dalla fine della guerra del Vietnam, il rapporto del Paese con gli Stati Uniti è cambiato in maniera radicale. La normalizzazione delle relazioni diplomatiche bilaterali all’inizio degli anni Novanta, la revoca dell’embargo statunitense decisa dal Presidente Usa Bill Clinton nel 1994 e l’introduzione in Vietnam di un’economia di mercato, a partire dalle riforme economiche di metà anni Ottanta, hanno permesso ai rapporti commerciali fra i due Paesi di crescere a ritmo costante.

Ma la vera svolta nelle relazioni fra Usa e Vietnam vi è stata sul fronte della sicurezza e delle politiche di difesa, un terreno su cui il confronto fra due nazioni un tempo divise da uno dei conflitti più sanguinosi del Novecento sarebbe stato impensabile sino a pochi anni fa. Un confronto reso possibile solo grazie a un lento ma costante percorso di avvicinamento fra i due Paesi, fotografato con grande precisione da Francesco Tosato, Senior Analyst e Responsabile del Desk Affari Militari presso il Ce.Si. (Centro Studi Internazionali).“Si è trattato di un lungo cammino culminato nell’era della Presidenza Obama, in particolare negli anni del suo secondo mandato, e che risulta strettamente legato all’evoluzione dello scenario geostrategico del Mar Cinese Meridionale. Tale scenario vede una comunione di interessi fra Vietnam e Stati Uniti nel far sì che il Mar Cinese Meridionale non diventi un ‘lago’ di pertinenza cinese. Sulla base di queste considerazioni i due Paesi hanno iniziato un percorso caratterizzato da un primo avvicinamento a carattere economico nel corso degli anni Duemila, legato al boom delle cosiddette ‘tigri asiatiche’, e successivamente, a causa della crescita delle ambizioni cinesi nell’area, da un avvicinamento, seppure molto cauto, relativo alle tematiche della difesa e della sicurezza marittima in particolare.

Secondo Elvio Rotondo, Country Analyst de Il Nodo di Gordio, “il rafforzamento delle relazioni tra Stati Uniti e Vietnam arriva nel 2014 quando Hanoi aveva protestato contro le azioni della Cina. La Cina aveva collocato un impianto di trivellazione nelle acque vicino alle isole Paracel, rivendicate dal Vietnam, evento che ha scatenato rivolte anti-cinesi nel Paese. Questo evento, insieme al build up della Cina nel Mar Cinese Meridionale, aveva portato alla revoca da parte degli Stati Uniti delle sanzioni al Vietnam: evento importante che ha permesso la ripartenza dei rapporti tra due Paesi in guerra per un lungo periodo, chiudendo così uno dei capitoli più cupi della politica estera americana”.

Continua la lettura dell’articolo di Elvio Rotondo, Country Analyst. de “Il Nodo di Gordio” su L’Indro -> http://www.lindro.it/vietnam-voglia-di-america/

 

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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