Slovenia: il futuro delle politiche agricole nel contesto dell’Unione Europea. Intervista al Ministro dell’Agricoltura, Dejan Zidan

28 ottobre 2017 17:17 0 comments

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Grazie alla preziosa intervista al Ministro dell’Agricoltura sloveno Dejan Zidan realizzata per il think tank “Il Nodo di Gordio” dall’analista internazionale Costantino Moretti, presentiamo un’approfondita analisi sugli sviluppi nel settore agricolo ed alimentare di Lubiana, sul varo della nuova Politica Agricola Comune (PAC) in seno all’Unione Europea, sull’accordo CETA con il Canada e sul lancio della Giornata Mondiale delle Api.

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Signor Ministro, a Bruxelles sono in corso le trattative per giungere ad una nuova Politica Agricola Comune (PAC). Lei ritiene che sia necessario apportare delle modifiche alla PAC in scadenza nel 2020? In caso positivo, quali dovrebbero essere?

L’agricoltura nell’UE si trova di fronte a grandi sfide e a profondi cambiamenti nel contesto economico e sociale mondiale. A mio avviso, l’agricoltura dovrebbe: fornire cibo sufficiente per l’Europa e la crescente popolazione mondiale; produrre alimenti sani, di alta qualità e limitando al massimo eventuali impatti negativi sull’ambiente; adattarsi ai cambiamenti climatici contribuendo alla riduzione delle emissioni nocive. Inoltre, l’agricoltura dovrebbe essere concorrenziale, orientata al mercato e, cosa non meno importante, favorire lo sviluppo economico del territorio anche attraverso la creazione di posti di lavoro.

Per affrontare tali compiti, è fondamentale che la futura PAC sia forte, dotata di risorse finanziarie adeguate e di un insieme proporzionato di strumenti in modo tale da produrre positivi effetti sinergici.

Di conseguenza, la PAC dovrebbe rimanere concentrata sulla produzione agricola di base, fornire un quadro comune di misure ed essere sufficientemente flessibile per rispondere adeguatamente all’estrema diversità delle condizioni naturali, delle infrastrutture e delle tradizioni agricole presenti in Europa.

Secondo la nostra stima, questi obiettivi possono essere raggiunti mantenendo l’attuale struttura basata su due pilastri.

I pagamenti diretti dovrebbero anche in futuro costituire la base per stabilizzare i redditi degli agricoltori e integrare misure migliorative per la sicurezza, così come i meccanismi di gestione dei rischi dovrebbero essere sufficientemente flessibili e calibrati alle circostanze e alle condizioni specifiche negli Stati membri.

I pagamenti diretti contribuiscono inoltre a incrementare la sostenibilità della produzione agricola attraverso il nuovo schema di componente verde e il collegamento allo strumento della condizionalità. In questo contesto occorrerebbe prendere in considerazione l’adeguamento delle attuali misure della componente verde, in particolare in termini di maggiore impatto e di semplificazione. In tal modo, le pratiche agricole della componente verde rimarrebbero semplici, annuali e fattibili e sufficientemente flessibili in rapporto alla situazione specifica di ciascuno Stato membro.

Il sistema dei pagamenti alla produzione, a mio avviso, andrebbe mantenuto anche in futuro in quanto costituisce uno strumento efficace per affrontare i problemi specifici di singoli settori degli Stati membri.

La politica di sviluppo rurale con le sue azioni mirate adattate alle condizioni specifiche dei singoli Stati membri dovrebbe rimanere, anche in futuro, il secondo pilastro della PAC, perché grazie ad essa è stato possibile gestire in maniera più adeguata le questioni sociali, economiche e ambientali. Contemporaneamente, la redazione dei programmi e la loro successiva attuazione dovrebbe essere semplificata dando maggiore flessibilità d’azione agli Stati membri.

La PAC dovrebbe mirare, inoltre, alla riduzione delle disparità di sviluppo tra gli Stati membri in quanto alcuni di essi, a mio avviso, hanno necessità ulteriori investimenti nei beni strumentali delle aziende agricole e negli impianti di trasformazione. Siamo ancora in ritardo nelle tecnologie, nelle attrezzature, nella digitalizzazione dei processi, ecc. Per questi motivi è importante che parte dei contributi continuino ad essere concessi a fondo perduto.

Da tutte le considerazioni sopra esposte la conclusione è che l’obiettivo della semplificazione della PAC deve essere perseguito con decisione, poiché è necessario ridurre gli oneri amministrativi per ottenere maggiori risultati e aumentare la competitività sia dei produttori agricoli sia delle amministrazioni. Le aree chiave in quest’ultimo settore sono la semplificazione della preparazione e dell’attuazione del Programma di sviluppo rurale, nonché le semplificazioni nel campo della sorveglianza e dei controlli.

Il Parlamento italiano sta attualmente discutendo della ratifica dell’accordo di libero scambio Canada-UE (CETA). Molti ritengono che tale accordo possa avere ripercussioni negative sulla salute dei consumatori e sui prodotti agroalimentari protetti dall’UE. Qual è la Sua posizione in merito?

Come osservazione introduttiva, vorrei innanzi tutto sottolineare che il Canada è l’economia più sviluppata con cui l’UE ha finora concluso un accordo di libero scambio. Questo accordo non è importante solo dal punto di vista economico, ma anche in senso geopolitico, perché rafforzerà le relazioni tra l’UE e uno dei suoi più stretti alleati.

Nel corso dei negoziati per un accordo tra l’UE e il Canada la Slovenia, così come molti altri Stati membri, ha espresso varie riserve riguardo  singole disposizioni dell’accordo. Per superare tali riserve è stato creato uno strumento interpretativo comune UE-Canada avente lo scopo di fornire ulteriori chiarimenti e garantire che l’accordo CETA non abbia conseguenze negative per gli Stati dell’UE. Solo dopo l’armonizzazione della formulazione di questo strumento che, insieme al testo dell’accordo CETA, è stato pubblicato anche in tutte le versioni linguistiche della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la Slovenia ha dato il suo consenso alla firma dell’accordo.

Nell’ambito delle Nazioni Unite, la Slovenia sta lavorando alla proclamazione del 20 maggio quale Giornata Mondiale delle Api. Perché pensa che le Api siano così importanti da guadagnarsi tale riconoscimento? Qual è lo scopo di questa iniziativa?

Non ci sono valori più alti o più nobili che avere un atteggiamento rispettoso verso gli esseri viventi, avere cura delle future generazioni umane e preservare l’ecosistema della Terra. Alle generazioni future dobbiamo assicurare un ambiente pulito e salubre, in modo che possa fornire un’ampia varietà di cibo ricco di sostanze nutritive. Al riguardo, le api e gli altri impollinatori hanno un ruolo importantissimo in quanto un terzo del cibo che mangiamo dipende dal loro lavoro; inoltre, la loro eventuale presenza e il loro numero sono indici dello stato di salute del territorio. Per questo motivo vorrei davvero che tutti noi comprendessimo il significato della Giornata Mondiale delle Api e che ci impegnassimo attivamente su questa iniziativa.

Grazie anche ad essa, la Slovenia è  sempre più conosciuta nel mondo come il Paese del benessere degli animali, con un ambiente salubre e con gente amichevole, così come una visione del mondo molto avanzata e proponendo al livello mondiale le soluzioni ai problemi globali. Mi rendo conto che sempre più persone e paesi condividono questo modo di ragionare  e di agire. Sono particolarmente lieto di ritenere che i nostri bambini potranno essere ritenuti i rappresentanti di un Paese che agisce per eliminare la carestia, per assicurare la sicurezza alimentare, per preservare un ambiente salubre e per tutelare la salute degli esseri viventi. Vorrei sottolineare un altro aspetto importante (almeno per me). In Slovenia siamo riusciti a raggiungere tale obiettivo grazie all’unità, ad un grande sostegno ed alla partecipazione di tutti, indipendentemente dall’affiliazione religiosa, politica o razziale. Questo manca nel mondo, in questi tempi di instabilità politica e di volatilità economica e, nell’interesse della Slovenia, vorrei vedere ancora di più questo tipo di considerazione e di spirito positivo. Oppure – come sempre, mi fa piacere di concludere – Il Giorno Mondiale delle Api riunisce e collega il mondo!

Il Regolamento europeo n. 1169/2011 ha modificato le norme sull’etichettatura obbligatoria per la nutrizione e introduce la possibilità di utilizzare “pittogrammi o simboli” (anziché parole o numeri).  Nel 2013, il Regno Unito è stato il primo a utilizzare questa opzione. Ora, anche la Francia ha seguito l’esempio britannico, utilizzando la scala alfabetica e colorata, che include cinque tonalità di colore, dal colore verde, al colore rosso. I diversi colori indicano il valore nutrizionale di un alimento basato sul contenuto di grassi, grassi saturi, zucchero e sale per 100g di prodotto. La scala è chiamata “Nutri-score”. Le cinque grandi catene di distribuzione – Intermarché, Leclerc, Auchan e Fleury Michon – hanno firmato un accordo con il Ministero francese della sanità sul lancio immediato (su base volontaria) del nuovo sistema di etichettatura.  In Italia alcuni ritengono che il metodo di etichettatura “Nutri-score” possa far apparire negativamente anche per i prodotti tradizionali e tipici con una denominazione di origine protetta e un’indicazione geografica protetta.  Cosa pensano al riguardo i produttori sloveni? Qual è la posizione del Suo ministero?

Innanzitutto, va sottolineato che l’uso di tabelle alimentari sulle etichette è obbligatorio, mentre l’etichettatura aggiuntiva degli alimenti con pittogrammi o simboli di colore è uno schema volontario.

Con il sistema del semaforo, gli alimenti vengono semplicemente suddivisi in tre categorie in base ai grassi, al sale e allo zucchero contenuto. Anche la Slovenia ritiene che questo sia un problema (soprattutto dal punto di vista del consumatore), in quanto – secondo questo schema – tutti o la maggior parte degli alimenti tradizionali che costituiscono parte integrante della dieta mediterranea (olio d’oliva che contiene grassi omega 3, prosciutto di karst, succo di mela, miele ecc.) avrebbero luce rossa, mentre gli alimenti con un elevato contenuto di sostanze artificiali quali, ad esempio, dolcificanti artificiali e grassi idrogenati, avrebbero sul semaforo la luce verde. Un tale metodo di identificazione, sebbene comprensibile al consumatore, non è conforme alle linee guida alimentari, perché, dal punto di vista alimentare è d’importanza fondamentale la quantità di cibo consumato giornalmente e non la composizione di un singolo prodotto alimentare.

Pertanto, la Slovenia sostiene un approccio basato sulla sensibilizzazione dei consumatori in termini di maggiore attenzione alle descrizioni dei prodotti e alla loro comprensione. Perché, non si può ignorare il fatto che sono molto importanti le abitudini alimentari delle persone e, ovviamente, un sano modo di vita.

Costantino Moretti
Analista Internazionale

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