Scontri nel Baluchistan iraniano

15 aprile 2015 18:03 0 comments

La provincia del Sistan-Baluchistan, una delle terre più remote e aspre nel mondo, è la parte iraniana di una grande regione chiamata Baluchistan divisa tra Iran, Pakistan e Afghanistan. La provincia è abitata da circa 2 milioni di baluci ed è la più povera ed economicamente la più arretrata del paese, ma vanta sorprendenti risorse naturali come gas, oro, rame, petrolio e uranio. La provincia ha anche il più basso reddito pro capite dell’Iran, secondo alcune stime, circa l’80% dei Baluci vivrebbe sotto la soglia di povertà.

Negli ultimi anni è stata teatro di frequenti scontri tra le forze di sicurezza, i militanti sunniti, e i trafficanti di droga, poiché la zona è considerata un crocevia del traffico di oppio proveniente dall’Afghanistan e diretto al mercato mondiale, oltre al contrabbando di armi tra Afghanistan, Pakistan e Iran. Inoltre i Baluchi lamentano, da anni, discriminazioni nei loro confronti perché di fede sunnita, poiché la popolazione della Repubblica Islamica dell’Iran è per il 92% shi’ita. Altro motivo di scontro dei militanti sunniti sono le istanze indipendentiste dei baluci che vengono tenute sempre sotto controllo dalle autorità iraniane.

Baluchistan Ribelle

Alcuni esperti sostengono che la mancanza di sviluppo e la repressione culturale e religiosa nella provincia incoraggino il sostegno all’insorgenza tra le comunità dei Baluci. I principali gruppi ribelli che operano nella provincia sono il Jundullah e il Jaish al-Adl, e secondo le autorità iraniane avrebbero le basi nella provincia del Baluchistan pakistano, confinante con l’Iran. Le forze iraniane attaccano questi gruppi, sul confine e, a volte, com’è successo nell’ottobre scorso, oltrepassandolo, violando cosi le leggi internazionali e mettendo a repentaglio anche le relazioni tra i due paesi.

Saltuariamente il Baluchistan iraniano è luogo di attentati e scontri tra i militanti sunniti e soldati iraniani. L’ultimo si è verificato il 6 aprile 2015 quando otto guardie di frontiera iraniane sono state uccise e un altra sarebbe stata ferita in un agguato nella provincia di Sistan-Baluchistan iraniano, vicino al confine con il Pakistan. L’attentato sarebbe stato rivendicato dal gruppo militante etnico del Baluchistan sunnita Jaish al-Adl.

Secondo alcuni funzionari iraniani gli aggressori avrebbero attraversato il confine dalla provincia del Baluchistan pakistano prima dell’attacco e successivamente, dopo l’attacco, si sarebbero ritirati sempre attraverso il confine con il Pakistan, eventualità negata dai funzionari pakistani.

Il gruppo Jaish-ul Adl (“Esercito della Giustizia”) ha sostenuto di aver catturato cinque guardie di frontiera iraniane nel Febbraio 2014 nella zona Jakigour nella provincia di Sistan e Baluchistan. Il 25 ottobre 2013 avrebbe ucciso 14 guardie di frontiera iraniane e feriti altre tre nella regione di confine vicino alla città di Saravan. Nel novembre 2013 il gruppo Jaish-ul Adl ha ucciso un pubblico ministero iraniano a Zahedan, e nel mese dicembre 2013 avrebbe fatto esplodere una bomba che ha ucciso tre guardie rivoluzionarie iraniane.

Le autorità iraniane, per frenare il movimento transfrontaliero dei militanti e impedire la diffusione di attività illegali, come la circolazione delle merci sul mercato nero, il traffico di droga e l’immigrazione clandestina, hanno iniziato nel 2007 la costruzione di un muro, alto 3 metri e lungo 700 chilometri sul confine con il Pakistan. In Pakistan la situazione dei Baluci non è sicuramente migliore in considerazione della forte spinta indipendentista che è molto diffusa tra la popolazione della regione omologa.

Gli esperti temono che il trattamento ricevuto dai Baluci su entrambi i lati del confine possa portare ad una alleanza tra il gruppo militante sunnita anti-iraniano e anti shiita come Jundullah e i vari gruppi laici separatisti del Baluchistan pakistano, come il Fronte di Liberazione del Baluchistan e l’Esercito di Liberazione del Baluchistan.

L’Iran, già in passato, per preservare l’integrità territoriale e regionale aveva dislocato ulteriori unità militari e di sicurezza nella provincia di Sistan-Baluchistan, compiuto esercitazioni, facendone coordinare le attività dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e aumentando il controllo sul confine con il Pakistan. Recentemente, una grande esercitazione militare che ha coinvolto la parte sud-est dell’Iran, (le province di Hormozgan e Sistan-Baluchistan) si sarebbe conclusa il 30 dicembre scorso con la partecipazione dell’esercito, dell’aeronautica, della marina e delle Guardie Rivoluzionarie in gran numero.

 

Elvio Rotondo

Country Analyst

 

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Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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