L’Azerbaigian guarda alla Puglia e vuole l’Europa per il suo gas

17 maggio 2015 15:08 0 comments

L’Azerbaigian riuscirà a esportare gas per 40 miliardi di metri cubi entro il 2025. Questa la previsione di Rovnag Abdullayev, presidente della Socar, compagnia energetica statale della Repubblica eurasiatica. L’aumento dell’export sarà possibile grazie ai 16 miliardi di metri cubi che garantirà la Tanap, la Trans-anatolian natural gas pipeline, nel quadro di un progetto che vede il colosso di Baku come capofila e che permetterà al gas azero di raggiungere l’Europa con più facilità, attraversando la Turchia, altro partner strategico, e collegandosi nei pressi della città greca di Kipoi alla Tap, il gasdotto trans-adriatico il cui punto d’arrivo sarà la Puglia.

percorso tanap tap

Il lungo percorso del gas azero renderà possibile servire anche i consumatori di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svizzera e Austria. Abdullayev, come riportano le agenzie di stampa locali, è entusiasta del nuovo progetto: «In futuro considereremo la possibilità di aumentare le forniture di gas attraverso Tanap fino a 30 miliardi di metri cubi», ha affermato. A rifornire i Paesi serviti dal nuovo corridoio del gas sarà il giacimento di Shah Deniz, nel Mar Caspio, dove verranno prodotti i 16 miliardi di metri cubi di gas da esportare. Ma i numeri sono destinati ad aumentare. La lunga corsa attraverso la Turchia del nuovo gasdotto, secondo la stima del numero uno di Socar, porterà a investimenti per 20 miliardi di dollari, circa17,7 miliardi di euro, nell’economia turca entro il 2023. Per il presidente della compagnia energetica azera, Tanap sarà in grado di soddisfare le esigenze di gas in larga parte dell’Europa. In quanto, poi, alle riserve dell’Azerbaigian, secondo Abdullayev nel sottosuolo ci sono più di 3 mila miliardi di metri cubi, un quantitativo che aiuterà a sviluppare ulteriormente il potenziale di esportazione del Paese. La spinta sull’export di Socar riguarda anche il petrolio, attualmente esportato in 30 Paesi. L’Europa resta, ad ogni modo, il partner più importante, con Italia, Germania e Francia ai primi posti nell’import del petrolio azero, ma l’export verso l’Asia ha raggiunto livelli considerevoli, circa il 20% delle esportazioni di Socar, mentre in precedenza finiva al di fuori del bacino mediterraneo solo un 10-15%.

 

Francesca Oresta
Associate Analyst

 

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