Il sogno antartico nella corsa al Far South

19 settembre 2014 11:59 1 comment

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Xuelong. Drago delle Nevi. E’ questo il nome del rompighiaccio cinese che ormai da anni assicura i collegamenti tra Shanghai e l’Antartide per conto dell’Istituto Antartico Cinese. Dopo la conclusione fruttuosa della scorsa spedizione, la trentesima in Antartide (una l’anno ogni estate antartica, per cui da novembre a marzo), anche quest’anno si attendono grandi sorprese. La Cina è ormai il solo grande paese, ad esclusione degli Stati Uniti, ad avere un programma antartico a cui partecipino centinaia di scienziati (sì, centinaia, inclusi ricercatori e scienziati di Taiwan e Thailandia, 256 per la precisione la scorsa stagione). Ora, molti paesi piccoli e grandi hanno basi stagionali e alcuni anche basi funzionanti tutto l’anno. Dalla Bulgaria, alla Germania, all’Ecuador, e ovviamente Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, etc. Da parte sua l’Italia ha una cooperazione che ormai dura da molti anni con la Francia, con la quale gestisce la base “Concordia“, e numerosi progetti e studi effettuati dalla base Mario Zucchelli. Il vantaggio della Francia sull’Italia naturalmente non è tanto a livello scientifico, giacchè la Francia di per sè a parte la base franco-italiana Concordia (che si trova pero’ nel territorio rivendicato dall’Australia) è presente “unicamente” con una base estiva e invernale gestita in maniera eccellente dall’Insitut Paul Emil Victor (leggasi Istituto Polare Francese), la Dumont d’Urville.

Il vantaggio della Francia è che addirittura da prima del 1850 rivendica un quadrante del continente antartico che separa in due parti distinte la rivendicazione australiana, e che sostanzialmente si irradia dal Polo Sud Geografico fino alla fascia costiera della Terre Adelie (i francesi avendo per primi “scoperto” e cartografato quest’area all’epoca delle grandi esplorazioni, con lo stesso Dumont d’Urville, Charcot e altri). Per almeno 5 volte l’anno l’Istituto Paul Emil Victor (in collaborazione con l’amministrazione delle Terre Australi e Antartiche Francesi, con sede a St. Pierre de la Reunion e attualmente dirette dal Prefetto Pascal Bolot) opera, in partenza da Hobart, in Tasmania, un viaggio di vettovagliamento e logistica verso la Terre Adelie. Ma mentre l’Astrolabe è un rompighiaccio relativamente modesto e in un certo senso vetusto, Xuelong è un gioiello della tecnologia moderna, che consente di percorrere senza problemi 30-40.000 miglia marine, e permette ai cinesi di restare, come lo scorso anno, ben 155 giorni nelle acque australi.

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An aerial view taken on September 5, 2012 shows the Kerguelen archipelago which forms one of the five districts of the territory of the French Southern and Antarctic Lands (TAAF). (SOPHIE LAUTIER/AFP/Getty Images)

Con l’apertura di “Taishan” la Repubblica Popolare opera ora ben 4 basi antartiche, la prima delle quali operativa sin dal 1984. Sono appunto Taishan, Changcheng, Zhongshan e Kunlun. Nell’indifferenza generale è in atto una vera e propria corsa verso i ghiacci, che lascia la vecchia e stanca europa ai margini. Dopo il Far West e il Far East, gli occhi del mondo che conterà nei prossimi anni sono già puntati sul più affascinante e meno conosciuto dei continenti, verso i ghiacci del Far South. L’ultimo vertice dei Paesi aderenti al Trattato Antartico (o trattato di Washington del 1959) si è svolto a Brasilia. I cileni operano ormai voli estivi semi-regolari da Puntarenas per l’Isola di King George e da lì alla Penisola Antartica. E sempre da Puntarenas decollano gli Ilyushin diretti al Polo Sud. E si moltiplicano gli articoli accademici su studi antartici effettuati da scienziati sudafricani, indiani, coreani, giapponesi.

Da un certo punto di vista, è nostra ferma opinione, l’apporto scientifico del nostro paese alla corsa verso il “Far South” sarà europeo ( come già con ESA per lo Spazio) o non sarà. E benchè sia esotico vedere tante bandierine colorate sulla mappa del Settimo Continente, non c’è spazio per nessun europeo, nemmeno per la Germania che pure è leader con la stazione Neumayer, senza un Programma Antartico Europeo che investa cifre importanti e che inglobi i già eccellenti istituti antartici nazionali. Ancora una volta l’Italia e l’Europa forse stanno perdendo il treno a vantaggio di un Mondo Nuovo: il sogno antartico deve continuare, ma dobbiamo ricordarci che c’è un solo modo per realizzare i sogni: SVEGLIARSI. 

 

Luca Zanni

Centro Studi Carlo Cipolla,

Port aux Français, Isole Kerguelen.

(con un caloroso ringraziamento a S.E. il Prefetto delle Terre Australi Francesi, Pascal Bolot, senza il cui aiuto e ospitalità non sarebbe stato possibile visitare questo remoto angolo di Francia d’Oltremare).

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