Edward Luttwak intervistato da NdG su strategie militari, crisi finanziaria e equilibri globali

26 dicembre 2011 08:28 2 comments

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Il Nodo di Gordio ha intervistato Edward Luttwak. Esperto di strategie militari, economia e politica estera, scrittore e saggista, è noto in Italia per la partecipazione a numerose trasmissioni televisive e per la pubblicazione di importanti volumi in campo storico e diplomatico. Il suo stile pragmatico e fondato su un approccio di realpolitik, è alla base anche dell’intervento che qui pubblichiamo:

La strategia di Washington nel cosiddetto Great Middle East sembra aver subito un radicale mutamento. Non più interventi diretti come in Iraq, piuttosto azione diplomatica e conflitti diretti da una posizione defilata e/o combattuti per interposta persona come nel Maghreb. Siamo per caso di fronte, per dirla con un suo libro ad una “strategia bizantina”?

Non è così. Il modello USA – guerra, vittoria, trasformazione – come in Germania e Giappone non funziona quando c’è l’Islam che ovunque – anche in Turchia – rifiuta la vera modernità, la vera democrazia.

 

Lei è stato fra i primi a lanciare, in tempi non sospetti, l’allarme per un sistema economico mondiale che involveva verso quello che ha definito “turbo-capitalismo”. L’avessero ascoltata, si sarebbe potuta evitare la grande crisi  del 2008? E l’attuale crisi che sta attraversando l’Europa dipende sempre dalle stesse storture del Mercato o ha altre cause?

Si e no. Il pericolo finanziario dei derivati si sarebbe potuto evitare, ma non la degenerazione finanziaria del capitalismo industriale – è troppo profittevole. E porta a cattive abitudini di maldistribuzione. Draghi era ridicolo quando da baby pensionato a 14.000 Euro auspicava tagli alle pensioni altrui di 1.400. Adesso è Visco che premia l’austerità mentre raccoglie un salario doppio rispetto al suo collega della BCE (750.000) . I padroni pagavano di proprio quando fallivano. Questi impiegati no.

 

Sembra che il mondo stia andando verso una nuova stagione “multipolare” organizzata intorno a nascenti Grandi Spazi, come l’Unione Eurasiatica, promossa da Russia e Kazakhstan e il MERCOSUR sudamericano intorno al Brasile. Realtà che Le paiono destinate a crescere o semplici illusioni?

Illusioni. Il Brasile è una grande potenza? Media potenza? Potenza? Quando non controlla  neanche le proprie città? I kazaki sono gente seria ma la Russia di Putin è una kleptocrazia. Perfino la meritevole India che migliora di anno in anno, manca di capacità operativa: 10 sbarcano a Mumbay e ci vogliono 72 ore per ucciderli…

 

In molti parlano di “Fine dell’Impero Americano”, o comunque di una crisi del primato statunitense insidiato dalla Cina e da molti altri contendenti. Una crisi reale? E, comunque, un processo inevitabile o legato alle attuali politiche dell’Amministrazione Obama?

Obama non è colpevole, ma neanche c’è una crisi strutturale. Sembrava il declino con Carter già alla fine degli anni ’70, poi venne Reagan e l’impero che cadde fu quello Sovietico. La Cina è l’unico contendente ma se sfida gli USA cade, e anche presto,  poiché è circondata dai nostri alleati (fatti dalla Cina con le sue pretese territoriali). In più la gioventù cinese che sa leggere è con noi, non con la partitocrazia sempre più ridicola e sempre più corrotta – le Ferrari a Pechino sono dei figli e nipoti.

 

Negli anni ’90 Mearsheimer parlò – in “La tragedia strutturale del grande potere politico mondiale” – dell’ineluttabilità di un, futuro, scontro tra Washington e Pechino? Cosa ne pensa alla luce degli avvenimenti di questo ultimo decennio?

Scontro fra anglo-sassoni combattenti e Cinesi arrendevoli?  Fra 30 anni la Cina potrebbe avere una Chinese Navy come la US Navy.  Ma fra 30 anni la Cina Dittatoriale non ci sarà più.  Mearsheimer è unico fra i professori Americani per il suo anti-semitismo, non per la qualità delle sue profezie.

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2 Comments

  • Eh, gia’, caro Ed, quando il giuoco si fa duro, soltanto i duri sono in grado di giuocare, non coloro che, abituati a sopravvivere, sperano di continuare a prosperare negli interstizi della politica altrui. Buon anno a tutti.
    Guido Lenzi

  • Bonaiti Emilio

    Va riconosciuto a Luttwak di essere uno dei pochi analisti e commetatori occidentali a parlare ‘fuori dai denti’senza lasciarsi influenzare dal peace & love che va molto di moda.

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