Crisi Ucraina: l’occasione della Germania

4 settembre 2014 09:00 0 comments

Merkel Meets With New Ukrainian President PoroshenkoE’ la grande occasione per la Germania di assumere davvero un ruolo di  leadership continentale. E per Angela Merkel di dimostrare, finalmente, di non  essere solo una oculata, e un po’ micragnosa, amministratrice del Condominio Europa. Dmitri Trenin, direttore del Carneige Endowment di Mosca, non ha dubbi che solo Berlino potrebbe assumere un ruolo di decisiva  mediazione nella crisi ucraina. Infatti la Germania sta cercando di trovare una posizione di mediazione atta a risolvere l’ormai palese, anche se non formalmente dichiarato, conflitto fra Mosca e Kiev. Non a caso la Cancelliera  in visita nella capitale ucraina ha promesso l’appoggio alla ricostruzione del Donbass, e sostenuto che non lascerà sola l’Ucraina, ma ha anche detto chiaro e  tondo che le istanze di Mosca vanno tenute in debito conto. Il progetto tedesco passa attraverso una serie di passaggi. In primo luogo la trasformazione dell’Ucraina in uno stato federale, con ampie concessioni di  autonomie alle province a maggioranza russa in rivolta, come chiesto da Putin. Parallelamente l’ingresso di Kiev nell’Unione Europea con la garanzia, però, che Berlino porrà il suo veto ad ogni tentativo di associazione di questa alla NATO. Infine una mediazione sulla questione delle forniture di gas russo all’Ucraina, forte del fatto che la Germania è il partner principale della russa Gazprom nella pipeline North Stream. Un progetto ambizioso, ma che, se posto in atto, potrebbe risolvere il nodo che sta mettendo a rischio la sicurezza europea. Bisognerà, però, vedere se troverà l’appoggio di Washington.
Andrea Marcigliano
Senior fellow “Il Nodo di Gordio”

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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