Accordo preliminare tra Egitto e Russia sulla fornitura di armi

23 settembre 2014 11:52 2 comments

La Russia e l’Egitto avrebbero raggiunto un accordo preliminare per la fornitura di armi russe del valore di 3,5 miliardi dollari durante l’evento “The Africa Aerospace and Defence-2014tenutosi in Sud Africa. Il capo del Servizio federale per la cooperazione tecnico-militare russo, Alexander Fomin, lo avrebbe riferito all’agenzia di stampa Intefax non fornendo altri dettagli.

Il Direttore Generale, Anatoly Isaykin, della Rosoboronexport, ente statale che si occupa di esportazioni di armi, ha riferito all’agenzia di stampa Interfax che il valore degli ordini dell’agenzia sarebbe alto, nonostante le sanzioni occidentali contro Mosca sulla questione Ucraina. “Oggi il nostro portafoglio di ordini si attesta sui 38,7 miliardi dollari”. “Questa è una delle cifre più alte che Rosoboronexport abbia avuto negli ultimi anni“.

I rapporti tra Egitto e Russia sono diventati sempre più forti a seguito dei recenti accordi tra i due paesi. L’esitazione degli Stati Uniti per la fornitura di armi all’Egitto e la crescente minaccia terroristica che il Cairo sta affrontando ai suoi confini orientali e occidentali, hanno portato l’Egitto a chiedere armi russe. Secondo il sito al-monitor.com ci sarebbero voci che vedono l’Arabia Saudita come il principale finanziatore dell’enorme affare per l’acquisizione di armi russe da parte dell’Egitto.

RUSSIA-EGYPT-POLITICS-MILITARY-DIPLOMACY

Egyptian army chief Abdel Fattah al-Sisi (L) shakes hands with Russian President Vladimir Putin during their meeting in Novo-Ogaryovo residence, outside Moscow, on February 13, 2014. Abdel Fattah al-Sisi, who is likely Egypt’s new president, arrived in Moscow to negotiate a $2-billion arms deal with Russia meant to replace subsiding assistance from old ally Washington. (MIKHAIL METZEL/AFP/Getty Images)

Sul fronte economico, le sanzioni, imposte alla Russia da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, rappresentano una buona occasione per l’apertura dei mercati tra Russia e Egitto. In occasione della visita del Presidente egiziano, Abd al-Fattah al-Sisi, in Russia, avvenuta il 12 agosto, Putin ha detto che la Russia fornirà all’Egitto almeno 5 milioni di tonnellate di grano durante l’anno in corso e aumenterà le sue importazioni di materie prime agricole egiziane, oltre all’istituzione di una zona di libero scambio con l’Unione doganale eurasiatica (Bielorussia, Kazakistan e Russia).

Nel settore dell’energia, l’Egitto starebbe cercando di costruire il reattore nucleare di al-Dabaa con l’aiuto russo. In passato l’Egitto aveva già collaborato con l’allora Unione Sovietica nella costruzione del reattore di ricerca nucleare di Anshas. Sembra che la cooperazione tra i due paesi comprenderà anche le fonti tradizionali di energia, soprattutto da quando l’Egitto ha bisogno del gas russo, come pure degli investimenti e delle competenze russe per l‘esplorazione e l’estrazione del petrolio e del gas naturale nel paese. Il Presidente egiziano ha riferito di aver discusso con Putin anche della creazione di una zona industriale russa in Egitto come parte di un progetto per lo sviluppo del Canale di Suez.

Oltre alla Russia ci sono altri paesi interessati alla cooperazione con l’Egitto sia nel settore militare che in quello energetico. Infatti, secondo quanto riportato lo scorso giugno dal quotidiano inglese “The Guardian”, la Gran Bretagna avrebbe approvato l’esportazione di armi all’Egitto per l’ammontare di 51 milioni di sterline. Il pacchetto includerebbe fucili d’assalto, pistole e componenti per aerei e veicoli militari. Mentre nel settore energetico la Germania si starebbe muovendo con degli investimenti in Egitto. L’United Press International (UPI) riporta che la società energetica tedesca RWE Dea avrebbe riferito di essersi aggiudicata i diritti dall’Egyptina General Petroleum Corp per esplorare due aree al largo delle coste egiziane con “promettenti opportunità”. La società tedesca aveva annunciato un’importante scoperta di gas naturale nell’off-shore dell’Egitto nel mese di marzo.

L’Egitto continua a giocare un ruolo di primo piano dal punto di vista geopolitico per la sua posizione strategica con il Canale di Suez e rappresenta un’area importante dal punto di vista di opportunità economiche con i suoi 79 milioni di abitanti.

Elvio Rotondo

Country Analyst

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1 “Africa Aerospace and Defence 2014”è una mostra di tecnologie aeree, marittime e terrestri si è svolta a Pretoria, Sud Africa, dal 17 settembre al 21 e ha visto la partecipazione di 347 espositori provenienti da 26 paesi e 40.000 visitatori da 101 Stati presenti.

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

2 Comments

  • Giampaolo Sordini

    Caro Elvio, un altra analisi approfondita, c’è da dire che le incertezze Americane stanno lasciando campo libero specie alla Russia. Altri paesi europei si danno da fare e noi che dovremmo essere i signori del mare nostrum ci limitiamo a guardare o agire legalmente contro le nostre industrie od Enti.. chissà che “mazzetta” avranno pagato gli altri… ma va bene così.
    P.S. forse non tutti lo sanno ma le forze armate egiziane si autofinanziano…
    Ciao e buon lavoro Giampaolo

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