La geopolitica del Vaticano. Papa Francesco in Albania

21 settembre 2014 13:23 0 comments

Il viaggio di Papa Francesco in Albania presenta, oltre a quelle prettamente religiose, delle forti valenze geopolitiche. Infatti il paese, pur essendo uno dei più poveri d’Europa, sembra destinato ad assumere un ruolo chiave nel Grande Gioco contemporaneo. In primo luogo è il paese europeo con una più forte maggioranza islamica – circa il 58% – che tradizionalmente convive in modo pacifico con le minoranze cattolica – il 10% – e ortodossa – il 7 % – e a questa storia di tolleranza reciproca, non casualmente, il Pontefice ha fatto ampio e significativo riferimento nel suo primo discorso a Tirana. Ora, l’Islam albanese, oppresso come tutte le altre religioni durante il regime comunista, e di matrice turca, quindi influenzato dalle tradizioni del sufismo centro-asiatico: tuttavia il risveglio religioso di questo quarto di secolo post-comunista ha visto progressivamente il tentativo di penetrazione di predicatori, imam e madrase di formazione wahabita, finanziati e patrocinati dall’Arabia Saudita.

 Udienza generale di Papa Francesco

Questa contaminazione con l’ideologia alla base dell’islamismo politico radicale è divenuta più minacciosa dopo l’indipendenza del vicino, nonché etnicamente e linguisticamente affine, Kosovo, dove sin dai tempi della rivolta contro la Serbia sono presenti gruppi filo-jihadisti, rappresentati anche nel vertice politico e militare della giovane, ed estremamente instabile, Repubblica. Il rischio è, quindi, che ne venga contaminata pericolosamente anche l’Albania, che riveste un ruolo chiave nei delicati e periclitanti equilibri balcanici. Inoltre Tirana rappresenta anche una tappa fondamentale verso l’apertura alla stessa Turchia, che, con la strategia dell’attuale premier Davutoglu, sembra sempre più interessata a stringere le relazioni con i fratelli albanesi. Infine l’Albania è un tassello importante nella strategia di Bergoglio volta a rendere più distese le relazioni con il mondo ortodosso, che rischiano di venire compromesse dalla crisi Ucraina.

Andrea Marcigliano

Senior fellow

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Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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