Giappone, il Governo richiede l’aumento della spesa militare

1 settembre 2016 15:15 0 comments

Giappone spesa militare

Con l’aumento delle minacce da parte della Corea del Nord e le ripetute incursioni di navi cinesi nelle acque circostanti le isole Senkaku, rivendicate dal Giappone, il governo del primo ministro Shinzo Abe starebbe richiedendo un aumento della spesa per le forze armate giapponesi. La richiesta permetterebbe di sviluppare nuovi missili anti-balistici e dispiegare le truppe sulle isole meridionali più vicine alla catena in disputa con la Cina.

La proposta di bilancio di 5,17 trilioni di yen, pari a 50,2 miliardi di dollari, presentata formalmente il 31 agosto 2016, se approvata, sarebbe il quinto incremento annuo delle spese militari del paese. Si tratta di un aumento del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno. Alla fine di dicembre, dello scorso anno, il gabinetto del Primo Ministro giapponese aveva approvato uno stanziamento record di 41.4 miliardi di dollari per il bilancio della difesa.

La richiesta includerebbe proposte per lo sviluppo e potenzialmente l’acquisto di nuovi missili anti-balistici che possono essere lanciati sia da navi che da terra, e per aggiornare ed estendere il range degli attuali sistemi di difesa missilistica terrestri del Paese, un’espansione significativa della capacità di difesa missilistica del Giappone.

Nel budget sarebbero compresi anche l’acquisizione di un ulteriore sottomarino, nuovi aerei da combattimento, e lo schieramento di 1.300 soldati della forza di autodifesa militare giapponese, nelle isole meridionali di Kagoshima e Okinawa, vicine alle Senkaku. Lo scopo dello spostamento di truppe sarebbe quello di scoraggiare i cinesi dall’avvicinarsi alla catena di isole, rivendicate anche da Pechino. Il Ministero della Difesa giapponese, il 31 gennaio scorso, aveva fatto sapere che aveva raddoppiato il numero dei jet da combattimento F-15 dispiegati sull’isola meridionale di Okinawa.

The Japan Times ha riportato che il Ministero ha richiesto più di 100 miliardi di yen per contrastare la migliorata capacità missilistica della Corea del Nord con il rafforzamento delle capacità di intercettazione dei missili Patriot Advanced Capability (PAC-3). Il Ministero ha anche chiesto 14,7 miliardi di yen per l’introduzione dello Standard Missile-3 Block IIA, che potrà intercettare i missili nello spazio esterno. 94 miliardi yen sarebbero dedicati all’acquisto dei caccia stealth Lockheed Martin F-35 Lightning II per rendere più sicura la supremazia aerea del Giappone in caso di crisi.

(Già nel mese di settembre 2014, come riportato in un articolo del Nodo di Gordio, il Ministero della Difesa giapponese aveva fatto richiesta di un budget, il più grande mai chiesto fino ad allora, per rafforzare le forze armate a causa delle preoccupazioni dovute all’espansione navale cinese. Il Ministero della Difesa voleva 48,7 miliardi dollari, da impiegare soprattutto per la protezione di una serie di isole del sud)

Il New York Times riporta che nonostante la posizione pacifista dal dopoguerra del Giappone, inizialmente imposto da una Costituzione che è stata in gran parte scritta dagli americani, il Paese ha comunque a lungo sostenuto che la Costituzione non gli impedisce di mantenere equipaggiamenti e truppe di difesa. Ma le necessità di difesa del Paese sono cambiate poiché il Giappone affronta nuovi pericoli. Nel corso degli anni ’90 e primi anni 2000, le valutazioni del governo sulla sicurezza nella regione avevano portato ad una diminuzione del budget della difesa ogni anno. Cinque anni fa, alla luce delle nuove provocazioni da parte di Cina e Corea del Nord, il governo ha iniziato ad aumentare il budget.

Le delibere di bilancio arrivano nel momento in cui il governo di Abe sta riconsiderando la posizione pacifista del Paese. Il Primo Ministro ha a lungo espresso il suo interesse per la revisione della clausola della Costituzione che dice che il paese deve “per sempre rinunciare alla guerra” e ha spinto il Parlamento, attraverso nuove leggi sulla sicurezza, lo scorso anno, a consentire l’invio di truppe nei conflitti all’estero. La maggioranza dei giapponesi, in generale, si oppone alla modifica della Costituzione e anche lo scorso anno i manifestanti hanno tenuto grosse manifestazioni contro le leggi sulla sicurezza. Tuttavia alcuni giapponesi considerano il progressivo build-up militare necessario per la loro protezione.

La Corea del Nord continua a sviluppare le sue capacità nucleari e a testare missili balistici che impattano sempre più vicino al Giappone. Proprio la scorsa settimana, la Corea del Nord ha lanciato un missile da un sottomarino al largo della costa orientale che ha volato per 310 miglia verso il Giappone, un tragitto molto più lungo dei precedenti tentativi.

Il Giappone, estendendo il range di alcuni sistemi missilistici anti-balistici, sarebbe meglio equipaggiato contro i missili lanciati da Pyongyang. Gli attuali sistemi di difesa missilistica terrestri del Giappone hanno un range medio di intercettazione di missili balistici in arrivo. Con l’estensione di tale range, i nuovi sistemi dovrebbero essere in grado di abbattere i missili prima.

Per quanto riguarda i cinesi, le loro navi hanno più volte navigato in acque contese che circondano le isole Senkaku, disabitate e controllate dai giapponesi, nel Mar Cinese orientale. Nel mese di giugno, la Cina ha inviato una nave da guerra entro le 24 miglia nautiche delle isole; Abe ha risposto mettendo in allerta la Marina e la Guardia Costiera giapponese.

La proposta di bilancio della difesa giapponese comprende fondi per aiutare a procedere con lo sviluppo, in collaborazione con gli Stati Uniti, di missili anti-balistici avanzati che possono essere lanciati dalle navi e che hanno una gittata molto più lunga rispetto ai range precedenti. Gli esperti riferiscono che questi missili potrebbero essere usati non solo per abbattere i missili nordcoreani, ma anche per scoraggiare un’eventuale invasione delle isole contese da parte della Cina. La richiesta di bilancio del Ministero della Difesa deve essere rivista dal Ministero delle Finanze e approvato dal Parlamento prima che possa essere fatto qualsiasi acquisto.

Elvio Rotondo
Country Analyst

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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